Puntare sulla qualità dei prodotti e sulla capacità di resilienza dell’intero settore alle prese con il
cambiamento climatico ma anche con possibili dazi grazie al contributo del mondo del credito cooperativo.
Questo quanto emerso all’Auditorium “G. Saporito” della BCC G. Toniolo e San Michele di San Cataldo nel
convegno dal titolo “Fra emergenza climatica e bassa remunerazione ai produttori. Dove va la viticoltura
siciliana, quali prospettive” evento organizzato dalla Toniolo in collaborazione con Vino Connect Sicilia e
Confcooperative Sicilia.
L’incontro ha rappresentato un’occasione di confronto tra produttori, esperti del settore e istituzioni, con
l’obiettivo di individuare strategie concrete per affrontare le sfide legate al cambiamento climatico e alla
bassa remunerazione dei produttori siciliani alla vigilia, anche, di possibili dazi imposti dagli Usa: vale circa
200 milioni l’export di bevande alcoliche verso gli States dalla Sicilia. Al centro del dibattito, la necessità di
innovare i processi produttivi, rafforzare la cooperazione e puntare comunque sull’internazionalizzazione per
garantire un futuro sostenibile alla viticoltura siciliana.
Nel corso del dibattito sono intervenuti esponenti di 4 cantine della Sicilia. Gianfranco Lombardo dell’azienda
vitivinicola Lombardo di San Cataldo, ha parlato della prospettiva delle cantine familiari; Salvatore Chiantia,
Presidente delle Cantine La Vite di Riesi, ha parlato delle prospettive del mercato interno e infine Leonardo
Taschetta, Presidente delle Cantine Colomba Bianca di Mazara del Vallo, ha invitato a puntare sulla qualità
del prodotto e sui mercati esteri.
Nel corso della giornata anche gli interventi dei docenti della Facoltà di Agraria di Palermo, Claudio Leto e
Antonino Pisciotta che hanno illustrato dal punto di vista scientifico l’influenza dei mutamenti climatici nelle
diverse annate della vendemmia e la necessità di una attenzione costante.
La palla è, poi, passata agli esponenti delle istituzioni chiamati a dare prospettive al comparto. Ai lavori ha
partecipato Dario Cartabellotta, dirigente generale delle attività produttive dopo avere ricoperto lo stesso
incarico all’agricoltura. Allo studio del governo regionale c’è una norma che permetta ai soci delle
cooperative di capitalizzare maggiormente le proprie aziende. “Proviamo a costruire un percorso su
cooperazione e capitalizzazione”, ha spiegato Cartabellotta, “per rendere più forti le nostre cantine sociali e
le nostre cooperative”.
“Il mondo del credito cooperativo è sempre stato vicino alle cantine”, ha ricordato il direttore della Banca,
Nicola Culicchia. Ci pregiamo di essere partner delle cantine presenti nel nostro territorio di insediamento.


















