È di almeno 26 vittime il bilancio provvisorio del naufragio avvenuto a circa 14 miglia a sud di Lampedusa, dove due barconi carichi di migranti sono affondati. Le operazioni di recupero proseguono senza sosta e il numero delle vittime potrebbe aumentare: secondo i racconti dei superstiti, i dispersi sarebbero tra 30 e 40.
I primi otto corpi recuperati e già trasferiti alla camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana appartengono a una neonata, due uomini, due donne e tre adolescenti (due ragazzi e una ragazza). Le vittime e i sopravvissuti, partiti dalla Libia, sarebbero di nazionalità pakistana, sudanese e somala.
Secondo le testimonianze, le due imbarcazioni – salpate ieri sera da Tripoli – trasportavano complessivamente tra 90 e 100 persone. Una di esse avrebbe iniziato a imbarcare acqua durante la traversata e si sarebbe ribaltata. Alcuni migranti avrebbero tentato di salire sull’altro barcone, che però, sovraccarico, è affondato a sua volta.
Verso mezzogiorno di oggi, un elicottero della Guardia di Finanza ha individuato uno dei relitti semiaffondato, facendo scattare l’intervento delle motovedette della Guardia Costiera, della Finanza e di Frontex. In totale sono 61 i superstiti, già trasferiti all’hotspot di contrada Imbriacola. Tra loro non risultano minori non accompagnati e non emergono criticità sanitarie gravi.
«Abbiamo accolto 56 superstiti partiti dalla Libia, mentre altri quattro sono ricoverati in osservazione» ha dichiarato Cristina Palma, vicedirettrice dell’hotspot di Lampedusa. «Sono provati dal viaggio e dalla tragedia vissuta, ma in condizioni di salute discrete. La nostra equipe si sta occupando di loro con il supporto di medici, psicologi e mediatori culturali».
Dall’inizio del 2024, il Mediterraneo centrale ha registrato 675 tra morti e dispersi.
















