L’Assemblea regionale siciliana ha respinto oggi la mozione di sfiducia presentata da opposizioni e gruppi critici nei confronti del presidente della Regione. Su 67 parlamentari presenti, 26 hanno votato a favore dell’atto, mentre 41 hanno detto no; tre deputati sono risultati assenti.
Le ragioni della mozione
Il documento, sottoscritto da deputati di Partito Democratico (PD), Movimento 5 Stelle (M5S) e del gruppo Controcorrente, conteneva 15 punti critici nei confronti dell’esecutivo regionale, con accuse che andavano dalla gestione delle nomine nella sanità e nella burocrazia, alle inchieste giudiziarie in corso. Le opposizioni contestavano l’azione dell’Esecutivo: “crisi etica, politiche inefficaci, assenza di proposte concrete”, secondo i firmatari.
A queste contestazioni si aggiungevano critiche sulla tardiva informazione in Aula di provvedimenti e scandali, e su un presunto immobilismo della Giunta nel dare risposte strutturali alla Sicilia.
Il dibattito in Aula
La discussione in Aula è durata diverse ore, con toni accesi e accuse dure—soprattutto da parte dell’opposizione. Il capogruppo M5S ha parlato di una legislatura “sulla carta corrotta e inconcludente”, rivendicando “almeno mille motivi” per sfiduciare Schifani.
Ma la maggioranza ha ribattuto, difendendo il presidente e il suo operato. In chiusura del dibattito lo stesso Schifani ha criticato le opposizioni per aver presentato solo “accuse e generiche critiche, senza proposte alternative concrete”.
Il voto: numeri, assenze e strategia di governo
Alla fine, la mozione non ha ottenuto la maggioranza assoluta richiesta (36 voti). La compattezza dei gruppi di centrodestra e l’allineamento in massa hanno decretato l’esito: maggioranza “blindata” attorno al presidente.
Tra le assenze registrate al voto: Carmelo Pace (Dc), forfait già previsto, Fabrizio Ferrara (FdI) e Alessandro De Leo (FI), tutti e tre deputati di partiti di maggioranza.
Le conseguenze per il governo regionale
Con la bocciatura formale della mozione, l’esecutivo Schifani ottiene una certificazione di fiducia parlamentare. Ma il clima politico resta teso: le opposizioni annunciano che continueranno a portare avanti critiche e pressioni, soprattutto su temi come la sanità, le nomine e la trasparenza nella pubblica amministrazione.



















