La Prefettura di Palermo ha disposto il commissariamento straordinario della Italo Belga, la società che da decenni gestisce stabilimenti balneari e spazi del litorale di Mondello. La decisione arriva a seguito di una lunga attività di verifica che ha fatto emergere criticità nella composizione del personale.
Il prefetto Massimo Mariani ha affidato la gestione a una terna commissariale composta da:
Alessandro Scimeca, commercialista;
Luca Perricone, avvocato;
Marcello Martorana, avvocato.
I tre resteranno in carica per un anno, con il compito di monitorare l’azienda e garantire la piena regolarità della gestione.
Secondo quanto rilevato dagli uffici prefettizi, negli anni all’interno dell’organico della società sarebbero stati impiegati almeno 21 lavoratori riconducibili – direttamente o indirettamente – a esponenti di diverse famiglie mafiose palermitane.
Molti dei nominativi sono legati al mandamento di Resuttana, compresi parenti stretti di Salvatore Genova, considerato reggente del clan e arrestato nel 2023 nell’operazione Resurrezione, e di Bartolo Genova, condannato in passato per associazione mafiosa.
Tra i dipendenti finiti sotto la lente della Prefettura, come riporta l’ANSA, figurano:
Rosario Genova, in azienda dal 1994, fratello di Bartolo;
Rosa Genova, sua sorella, dipendente dal 2008 e in passato legata al reggente della famiglia di San Lorenzo, Giuseppe Biondino;
Girolamo Genova, fratello di Salvatore, attivo fino al 2025 dopo una lunga permanenza nella struttura;
Silvia Di Piazza, moglie di Bartolo, impiegata stagionale;
Raffaele Bocchini, nipote di Salvatore Genova;
Rosalia Genova, dipendente per alcuni anni e nipote di Salvatore;
Francesco Picone, figlio di Rosalia;
Ernesto Mattia Di Maggio, parente di Girolamo;
Giuseppe Mancuso, figlio di Antonino Mancuso, ritenuto vertice della famiglia di Partanna Mondello;
Carlo Rosario Cracolici, figlio di un collaboratore di giustizia;
Benedetto Di Maio, considerato vicino alla famiglia di Pallavicino-Zen;
Francesco Yurgan Sammarco, figlio di un esponente della famiglia di Resuttana;
Antonino La Corte, nipote di Sandro Diele, capo del mandamento Pallavicino-Zen;
Michele Grispo, con legami al mandamento di Resuttana;
Antonio Tranchina, con parentela riconducibile all’entourage dei Lo Piccolo;
Dario Burrafato, nipote di Andrea Cusimano, soggetto destinatario di misure di prevenzione;
Ignazio Mancuso, con un figlio coinvolto nell’operazione Talea;
Carlo Ronald Spada, nipote di Salvatore Bonomolo, vicino al gruppo di Palermo Centro;
Enrico Sala, legato a Giuseppe Romagnolo, figura apicale della famiglia della Noce;
Rosario Scafidi, fratello di due condannati per mafia;
Giuseppe Schiera, nipote di Salvatore Cusimano, considerato vicino al clan di Partanna Mondello.
Molti di questi lavoratori hanno ricoperto ruoli stagionali, altri posti fissi all’interno della società.
L’elevato numero di dipendenti con legami diretti o indiretti con cosche attive a Palermo ha fatto scattare l’intervento prefettizio volto a tutelare un settore economicamente rilevante e simbolico per la città, come quello della gestione dei lidi di Mondello.
Il commissariamento non comporta l’interruzione delle attività, ma serve a ristabilire piena trasparenza e legalità nella conduzione dell’azienda.



















