Ascolto reciproco, inclusione, valorizzazione delle differenze e dialogo come strumento per superare le divisioni: sono stati questi i temi centrali del convegno “Mediterraneo: mare di pace?”, un percorso di riflessione che ha intrecciato storia, fede cristiana e linguaggi dell’arte per ripensare il Mediterraneo, ieri come oggi, quale luogo di incontro, scambio e confronto tra popoli.
A chiudere i lavori, nel Duomo di Cefalù, è stato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha sottolineato l’importanza di fare proprie le sollecitazioni emerse: «Portiamo dentro di noi quanto ci è stato detto nelle relazioni e quanto ci è stato sollecitato in termini di riflessione anche per azioni quotidiane da svolgere ciascuno con propri compiti e responsabilità».
Il Capo dello Stato ha poi espresso apprezzamento per l’iniziativa, ringraziando la Fondazione Accademia Via Pulchritudinis, la Diocesi e il Comune di Cefalù per aver dato vita a «un convegno di vero godimento intellettuale, con una quantità di sollecitazioni, di indicazioni per riflettere e adeguare comportamenti e iniziative».
Gaia Giardina






















