Ogni volta che si cambia qualcosa, inevitabilmente, la comunità prova a chiudersi in una sorta di autodifesa: come faremo? Che succederà? Oggi è il turno della scelta, semplicemente inevitabile, di modificare l’assetto del lungomare Fata Morgana a Tonnarella di Mazara del Vallo in vista dell’imminente estate.
Inevitabile, si, perché bastava provare a percorrere negli ultimi anni quel tratto di strada, per rendersi conto di quanto fosse ormai completamente ingestibile, invivibile ma soprattutto pericoloso.
Per provare a fornire un contributo più “tecnico” alla questione, è utile partire da alcuni numeri: la quantità di mezzi circolanti in città (ed, in proporzione, si potrà comprendere quanto il problema riguardi tutte le città!).
Partiamo dalla prima considerazione: l’infrastruttura urbanistica della Città (assi viari principali, quartieri, infrastrutture principali ecc…) sono stati “immaginati” (ovviamente senza alcuna programmazione reale, ma totalmente o quasi abusivamente) negli anni ’50 e ’60, con l’ultima grande proliferazione intorno agli anni ’80 e ’90. Non ci sono disponibili online dati storici di quel periodo, ma le stime più accurate raccontano che a Mazara del Vallo, in quel periodo, circolassero tra 15.000 e 18.000 mezzi. In base alla popolazione di allora, si stimavano circa 300 automobili ogni 1.000 abitanti, in un comune come Mazara del Vallo.
Mezzi che erano più piccoli ed in numero profondamente inferiore: a titolo di esempio, ma potete divertirvi con i modelli che più vi piacciono, facendo un rapido confronto, la Pandina di oggi è più lunga di circa 31 centimetri e più larga di quasi 20 centimetri rispetto alla prima serie, presentata nel 1980.
Secondo i dati ufficiali dell’ACI (Automobile Club d’Italia) basati sulle registrazioni al PRA, a Mazara del Vallo, al 2024, circolano complessivamente 39.597 veicoli.
Ecco la scomposizione dettagliata del parco veicolare per categoria:
Categoria Veicolo | Numero |
| Automobili | 30.243 |
| Motocicli | 4.832 |
| Autocarri / Veicoli Commerciali | 3.646 |
| Rimorchi | 730 |
| Trattori stradali e Veicoli speciali | 119 |
| Autobus | 27 |
Questo volume si traduce in un rapporto di circa 586 automobili ogni 1.000 abitanti residenti nel comune.
E, se avete notato, in questo elenco mancano i “ciclomotori”, che comprendono anche le nuove “macchinine” che ormai spopolano tra gli under 18. E sono tante. E prendono molto, molto spazio.
Se le strade sono rimaste uguali, se in questi 40 anni non sono stati costruiti (tranne nelle grandi città) parcheggi efficienti ed individuate aree di sosta idonee, possiamo intuire facilmente perché, ormai, è impossibile trovare parcheggio, perché c’è “traffico” ad ogni ora, quasi, del giorno, perché praticamente ogni via, viuzza o slargo è perennemente occupata da auto in sosta.
Se, di certo, vanno immaginate soluzioni (che oggi, grazie ad i privati ed a qualche timido investimento pubblico, ci sono!) per “sostare” una quantità sempre maggiore e che prende sempre più spazio di veicoli, il garantire un flusso “ordinato” e fluido sul lungomare è una esigenza inderogabile: puoi pensare ad organizzarti diversamente per raggiungere la spiaggia, puoi, imprecando sotto il sole, lasciare l’auto 500 o 600 metri distante, ma garantire un flusso decente sulla strada per mezzi di soccorso, residenti, o anche chi semplicemente deve “lasciare” qualcuno accostando per la discesa/salita delle persone, è una priorità di sicurezza. E per farlo, occorre “liberare” parte della carreggiata che no, non si può allargare.
A questo punto state già pensando alla famigerata “pista ciclabile” con i cordoli: beh, è vero, in parte, in maniera caotica e fuori da ogni regola, prima si utilizzava quella porzione di carreggiata. Che però diventava, a ridosso della spiaggia, una “pista improvvisata”, una via di fuga per scienziati al volante. In realtà, vista la conformazione del nostro territorio, provate a pensare che se anche solo 200 persone, ogni giorno, utilizzano la bicicletta per andare in spiaggia o al lavoro, mediamente avremo da “parcheggiare” circa (e sono generoso) 100 auto in meno. Solo 200 persone. Se queste persone diventassero 500, avremo risolto il problema non solo del parcheggio sul lungomare, ma anche di più. Per cui quella “odiata pista”, probabilmente, è destinata a diventare parte della soluzione, non del problema.
Sul lungomare, al netto di cancelli e passi carrabili, ci stavano circa 170 posti auto. Oggi a Tonnarella ci sono circa 13 stabilimenti balneari, con circa, di media, 10 addetti ciascuno che vanno al lavoro… in auto! Al mattino, presto, occupando, ragionevolmente la metà di quei posti sulla strada (ecco perché, pensateci, forse una o due volte nella vita avete trovato “un posto” sul lungomare, proprio vicino al lido!).
Quello che ho provato a raccontare sono i numeri di un fenomeno che va affrontato. Certo, oggi la scelta è inevitabile ed affronta “l’urgenza”. Ma deve essere solo l’inizio di un percorso fatto di visione e capacità di immaginare luoghi adatti ad accogliere questa enorme mole di mezzi, a servizi anche basilari, e si, anche a pagamento, per muoversi diversamente nelle Città senza rischiare la vita con la gente imbestialita da file interminabili sognando, più che la prossima crociera, un “posto” dove lasciare la macchina.















