Il caso dell’Avviso 33 approda ufficialmente all’Assemblea regionale siciliana. Il deputato regionale del Partito Democratico Dario Safina ha depositato un’interrogazione parlamentare rivolta al Governo Schifani per chiedere chiarezza sul futuro dell’anno formativo 2026-2027 e sulle conseguenze che il caos amministrativo delle ultime settimane rischia di avere su migliaia di studenti iscritti ai percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP).
«C’è una domanda che la politica non può più eludere: gli studenti dell’Istruzione e Formazione Professionale sono forse considerati figli di un Dio minore?», afferma Safina, denunciando il rischio concreto che le graduatorie dell’Avviso 33 possano essere pubblicate soltanto non prima di ottobre con il conseguente slittamento dell’avvio dei corsi rispetto all’inizio dell’anno scolastico.
Secondo il parlamentare dem, una simile eventualità determinerebbe una disparità di trattamento inaccettabile tra gli studenti della formazione professionale e quelli della scuola statale. Ma non solo. Safina punta il dito anche contro l’ipotesi, emersa nelle interlocuzioni di questi giorni con gli enti, di chiedere agli organismi di formazione di avviare comunque le attività “sotto la propria responsabilità”, assumendosi rischi amministrativi ed economici che, secondo il deputato, competono invece esclusivamente alla Regione Siciliana.
«Il diritto allo studio è un diritto costituzionale. Garantirlo è un dovere delle istituzioni e non può essere scaricato su chi gestisce un servizio pubblico per conto della Regione», sottolinea Safina, che con l’interrogazione chiede all’esecutivo regionale di garantire una programmazione certa, risorse tempestive e l’avvio regolare dell’anno formativo per tutti gli studenti siciliani. «In Sicilia non possono esistere studenti considerati figli di un Dio minore. Il diritto allo studio è uguale per tutti e va garantito senza ritardi e senza distinzioni.»
L’iniziativa arriva al termine di giorni particolarmente convulsi per il settore della formazione professionale. La vicenda nasce con la revoca dell’Avviso 33, il provvedimento approvato appena poche settimane prima che avrebbe dovuto finanziare i percorsi triennali di IeFP per il ciclo 2026-2029. Una decisione assunta dall’assessorato regionale dell’Istruzione e della Formazione guidato da Mimmo Turano che ha provocato l’immediata protesta degli enti di formazione e delle organizzazioni sindacali, preoccupati per il rischio di uno slittamento dell’avvio delle attività e per le ripercussioni su migliaia di studenti e lavoratori del comparto.
La tensione è salita rapidamente fino a coinvolgere direttamente il presidente della Regione Renato Schifani, che ha convocato con urgenza l’assessore Turano a Palazzo d’Orléans per affrontare la crisi. Al termine dell’incontro il governatore ha chiesto di individuare nel più breve tempo possibile una soluzione capace di tutelare il diritto allo studio, assicurare continuità all’offerta formativa ed evitare ripercussioni sull’avvio dell’anno scolastico e formativo. Un intervento che ha certificato la rilevanza politica assunta dalla vicenda dopo le forti polemiche degli ultimi giorni.
Nel frattempo il confronto tra Regione ed enti di formazione prosegue alla ricerca di una soluzione tecnica che consenta di recuperare i ritardi accumulati. Ma le incertezze sui tempi di pubblicazione delle graduatorie continuano ad alimentare le preoccupazioni del settore.
È proprio su questo scenario che si inserisce l’interrogazione di Dario Safina, con la quale il Partito Democratico porta il caso all’attenzione dell’Assemblea regionale, chiedendo al Governo Schifani di chiarire tempi, modalità e garanzie per evitare che migliaia di studenti siciliani vedano compromesso il proprio diritto a iniziare regolarmente il percorso formativo.
















