Una visita di controllo prenotata con sei mesi di anticipo, il ticket già pagato, un permesso preso dal lavoro e, alla vigilia dell’appuntamento, la scoperta che nell’ospedale indicato potrebbe non esserci nemmeno l’apparecchiatura necessaria per eseguire l’esame. È quanto racconta sui social una giovane donna siciliana di Mazara del Vallo, che ha deciso di condividere la propria esperienza con il servizio sanitario pubblico.
La vicenda inizia a gennaio 2026, quando la donna ottiene dal proprio medico di famiglia un’impegnativa per un controllo di routine. Dopo aver contattato il Cup dell’Asp di Trapani, la prima disponibilità viene fissata per il 22 luglio, domani, a circa sei mesi di distanza.
Un’attesa lunga ma comunque inferiore a quelle a cui siamo abituati con prestazioni che arrivano anche dopo 10-12 mesi, per cui viene accettata dalla paziente. Due giorni prima della visita arriva anche il pagamento del ticket, regolarmente registrato.
Il problema emerge oggi a poche ore prima dell’appuntamento. Volendo prenotare la stessa prestazione per un familiare, la donna richiama il Cup e scopre che la prima disponibilità è ormai slittata a marzo 2027. Approfitta della telefonata per chiedere conferma del proprio appuntamento e, a suo dire, riceve una risposta inattesa ovvero che la dottoressa potrebbe non essere in grado di effettuare la visita e, soprattutto, che l’ospedale di Castelvetrano non disporrebbe dell’apparecchiatura necessaria per l’esame prescritto nonostante la prenotazione sia regolarmente andata a buon fine. Nessuna certezza dal Cup, solo un invito a chiamare direttamente in ospedale.
Da quel momento, racconta la donna, inizia una lunga ricerca di informazioni. Telefonate ai numeri indicati dagli operatori, continui rimpalli tra uffici diversi, numeri che non rispondono e altri dai quali le sarebbe stato riferito di aver contattato il servizio sbagliato. Dopo circa quaranta minuti trascorsi al telefono, e decine di telefonate, la giovane donna afferma di non essere comunque riuscita ad avere una conferma sull’effettiva possibilità di svolgere la visita.
«Sto semplicemente cercando di capire se domani potrò effettuare una visita prenotata sei mesi fa», scrive nel post, spiegando di aver già organizzato la giornata lavorativa e lo spostamento necessario per raggiungere la struttura sanitaria da Mazara del Vallo considerando anche le alte temperature di questi giorni.
Il suo racconto si conclude con una riflessione amara ma significativa: «Grazie a Dio sono sana. E dico: grazie a Dio», sottolineando come situazioni del genere possano risultare ancora più pesanti per chi, invece, attende un esame urgente o una diagnosi importante.
La vicenda riporta l’attenzione sulle criticità organizzative che ancora interessano la sanità pubblica, tra tempi di attesa, difficoltà nel reperire informazioni e comunicazioni non sempre efficaci con l’utenza.
Roberto Marrone
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