Il futuro politico della Sicilia e la scelta del candidato alla presidenza della Regione sono stati al centro dell’intervento del vicepresidente della Camera dei deputati Giorgio Mulè, esponente di Forza Italia, intervenuto ad Agrigento agli Stati generali di Controcorrente, come riportato dall’ANSA.
Mulè ha innanzitutto chiarito di non essere direttamente interessato alla corsa per Palazzo d’Orléans, pur avendo dato la propria disponibilità al partito. «Io non sono interessato a correre per la presidenza della Regione Siciliana, ho dato la disponibilità al mio partito che valuterà, spero presto, chi dovrà essere candidato alla presidenza della Regione».
Nel suo intervento, il vicepresidente della Camera ha quindi difeso l’operato del governo guidato da Renato Schifani, invitando a valutare l’attività dell’esecutivo regionale sulla base dei risultati e non soltanto del confronto politico.
«Guardare Schifani per criticare e dire che ha fatto male, ha fatto bene è sbagliato. Dobbiamo prendere i dati di fatto, prendere i dati della Sicilia e riconoscere che è stata un’azione di Governo che ha fatto ripartire questa regione. C’è tanto da fare, guai se non fosse così, quindi il giudizio è certamente buono».
Sul tema delle prossime candidature, Mulè ha sottolineato l’esigenza di arrivare in tempi brevi a una decisione condivisa all’interno della coalizione. La scelta, ha spiegato, non riguarderà soltanto la Sicilia, ma anche alcune delle principali città italiane chiamate al voto.
«Ci sarà un momento – ha osservato Mulè – in cui la coalizione si ritrova per definire quali sono i migliori candidati non solo per la Sicilia, ma anche per le città di Milano, Roma, Napoli, Palermo».
Secondo Mulè, anticipare la scelta dei candidati consentirebbe di avere più tempo per costruire programmi, confrontarsi con gli elettori e, nel caso degli amministratori uscenti, correggere ciò che non ha funzionato nel precedente mandato.
«Ho detto che prima arriva questa decisione e meglio è, perché l’esperienza ci insegna che i candidati devono avere il tempo di presentarsi, di avere il programma, di confrontarsi. Anche se sono uscenti – ha sottolineato – perché hanno davanti un altro mandato di 5 anni e devono avere il tempo di confrontarsi e rivedere qualcosa che non andava, anche nelle alleanze e nella coalizione».
L’intervento di Mulè arriva dunque in una fase nella quale il centrodestra siciliano è chiamato a definire la propria strategia in vista della prossima sfida regionale, tra la valutazione dell’operato del governo Schifani e la necessità di individuare per tempo il candidato destinato a rappresentare la coalizione.















