C’è un limite a tutto. Anche all’ironia, alla satira e alla goliardia. Un limite che, evidentemente, qualcuno ha smarrito, arrivando a confondere il diritto di scherzare con la libertà di umiliare e denigrare una persona.
È quanto accaduto nelle ultime ore sui social, dove è stata diffusa un’immagine realizzata con l’intelligenza artificiale che ritrae il deputato regionale Dario Safina in manette e con una divisa da detenuto. Una fotografia falsa, concepita e condivisa, a quanto riferito, con l’intento di scherzare sulla vicenda giudiziaria che coinvolge il parlamentare siciliano.
Un episodio che lascia poco spazio alle risate e molto alla riflessione. Perché, se davvero siamo arrivati al punto di considerare divertente la rappresentazione di una persona dietro le sbarre, allora significa che abbiamo smarrito completamente il senso della misura.
Non si tratta di mettere in discussione il diritto di criticare un rappresentante delle istituzioni, né tantomeno di rivendicare per la politica una sorta di immunità dalla satira. Al contrario, la critica, anche aspra, è una componente fondamentale della democrazia. Ma altra cosa è utilizzare la tecnologia per costruire immagini che ridicolizzano e umiliano.
Il problema, purtroppo, è più ampio e riguarda il modo in cui si utilizzano oggi i social network. In un mondo in cui tutto viene pubblicato, condiviso e commentato in pochi secondi, sembra essersi progressivamente affievolita la consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni. Si pubblica per strappare una risata, ottenere qualche condivisione o attirare l’attenzione, senza interrogarsi minimamente sul prezzo umano di certi gesti.
Eppure, dietro ogni immagine c’è una persona. Ci sono una famiglia, dei figli, degli affetti e una dignità che non possono essere sacrificati sull’altare di qualche facile risata. L’intelligenza artificiale, che rappresenta una straordinaria opportunità per la società, non può diventare uno strumento per fabbricare umiliazioni e alimentare una gogna digitale.
Come redazione de Lo Scribo, esprimiamo la nostra piena solidarietà e vicinanza al deputato regionale Dario Safina, vittima di una rappresentazione che riteniamo profondamente irrispettosa della sua dignità personale e umana. Una vicenda che, al di là delle appartenenze politiche e delle valutazioni sull’operato di ciascun rappresentante istituzionale, non può lasciare indifferenti.
È arrivato il momento di fermarsi e recuperare un po’ di buon senso. Non tutto ciò che fa ridere è divertente, non tutto ciò che viene pubblicato è legittimo sul piano morale e non tutto ciò che viene definito goliardia può essere giustificato.
Le reazioni:
La risposta sui social dell’onorevole Dario Safina:
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«Esprimo la mia solidarietà politica e umana a Dario Safina e alla sua famiglia. Nello scontro politico, troppo spesso, finiscono per essere coinvolti anche gli affetti più cari, persone che non hanno scelto di esporsi pubblicamente e che meritano rispetto e tutela.
L’immagine diffusa sui social non è satira e non può essere liquidata come tale. È un episodio grave, che restituisce la misura dell’imbarbarimento che sta assumendo il confronto politico sui social e, purtroppo, anche nel nostro territorio.
La contrapposizione politica, anche la più dura, deve rimanere sul terreno delle idee, delle proposte e del consenso. Gli avversari si battono democraticamente nelle urne, cercando di ottenere un voto in più, non auspicando condanne né rappresentandoli come detenuti.
Esistono limiti che il confronto politico non dovrebbe mai superare. Questa immagine li supera e non può trovare alcuna giustificazione.
A Dario, Claudia, Marco e Daniela va la mia vicinanza e il mio abbraccio.»
Valentina Villabuona
Presidente dell’Assemblea provinciale del Partito Democratico di Trapani
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Valeria Battaglia (PD): “Solidarietà all’on. Dario Safina. Non abituiamoci alla violenza verbale e alla delegittimazione sui social”
La Segreteria provinciale del Partito Democratico di Trapani esprime piena solidarietà all’on. Dario Safina, vittima della diffusione sui social di un fotomontaggio realizzato attraverso l’intelligenza artificiale con l’evidente intento di colpirlo e denigrarlo sul piano personale. È un gesto ignobile, da condannare senza ambiguità. Non è satira né ironia e non può essere derubricato a uno scherzo o giustificato in nome della libertà della rete. I social non sono e non possono diventare un “porto franco” nel quale tutto è consentito e può venire meno il rispetto delle persone, della loro dignità e dei loro affetti. La libertà di espressione non significa libertà dall’assumersi la responsabilità di ciò che si dice, si crea e si diffonde. L’intelligenza artificiale offre possibilità straordinarie, ma rende anche più semplice costruire contenuti falsi e offensivi. Proprio per questo serve ancora più responsabilità, non meno. Di fronte a comportamenti di questo tipo non dobbiamo abituarci né voltarci dall’altra parte. La violenza verbale, la delegittimazione personale e l’uso distorto delle nuove tecnologie impoveriscono il confronto pubblico e avvelenano il dibattito politico. A Dario e alla sua famiglia va l’abbraccio e la vicinanza di tutta la comunità del Partito Democratico della provincia di Trapani.
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