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Il caso dell’on. Safina e la deriva dei social: quando la goliardia diventa denigrazione

Roberto Rubino by Roberto Rubino
Settembre 28, 2026
in Attualità, In evidenza, Politica
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Safina (PD): “Il governo regionale umilia l’aeroporto di Birgi con nomine partitiche e scelte incomprensibili”
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C’è un limite a tutto. Anche all’ironia, alla satira e alla goliardia. Un limite che, evidentemente, qualcuno ha smarrito, arrivando a confondere il diritto di scherzare con la libertà di umiliare e denigrare una persona.

È quanto accaduto nelle ultime ore sui social, dove è stata diffusa un’immagine realizzata con l’intelligenza artificiale che ritrae il deputato regionale Dario Safina in manette e con una divisa da detenuto. Una fotografia falsa, concepita e condivisa, a quanto riferito, con l’intento di scherzare sulla vicenda giudiziaria che coinvolge il parlamentare siciliano.

Un episodio che lascia poco spazio alle risate e molto alla riflessione. Perché, se davvero siamo arrivati al punto di considerare divertente la rappresentazione di una persona dietro le sbarre, allora significa che abbiamo smarrito completamente il senso della misura.

Non si tratta di mettere in discussione il diritto di criticare un rappresentante delle istituzioni, né tantomeno di rivendicare per la politica una sorta di immunità dalla satira. Al contrario, la critica, anche aspra, è una componente fondamentale della democrazia. Ma altra cosa è utilizzare la tecnologia per costruire immagini che ridicolizzano e umiliano.

Il problema, purtroppo, è più ampio e riguarda il modo in cui si utilizzano oggi i social network. In un mondo in cui tutto viene pubblicato, condiviso e commentato in pochi secondi, sembra essersi progressivamente affievolita la consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni. Si pubblica per strappare una risata, ottenere qualche condivisione o attirare l’attenzione, senza interrogarsi minimamente sul prezzo umano di certi gesti.

Eppure, dietro ogni immagine c’è una persona. Ci sono una famiglia, dei figli, degli affetti e una dignità che non possono essere sacrificati sull’altare di qualche facile risata. L’intelligenza artificiale, che rappresenta una straordinaria opportunità per la società, non può diventare uno strumento per fabbricare umiliazioni e alimentare una gogna digitale.

Come redazione de Lo Scribo, esprimiamo la nostra piena solidarietà e vicinanza al deputato regionale Dario Safina, vittima di una rappresentazione che riteniamo profondamente irrispettosa della sua dignità personale e umana. Una vicenda che, al di là delle appartenenze politiche e delle valutazioni sull’operato di ciascun rappresentante istituzionale, non può lasciare indifferenti.

È arrivato il momento di fermarsi e recuperare un po’ di buon senso. Non tutto ciò che fa ridere è divertente, non tutto ciò che viene pubblicato è legittimo sul piano morale e non tutto ciò che viene definito goliardia può essere giustificato.

 

Le reazioni:

La risposta sui social dell’onorevole Dario Safina:

C’è un limite oltre il quale l’ironia smette di essere satira e diventa gogna. Questa foto, costruita con l’intelligenza artificiale e diffusa sui social per figurarmi in manette e con la divisa da carcerato, non è un gioco innocuo: è un atto di violenza mediatica mirato a deformare la realtà e a distruggere la dignità di un uomo.
La realtà dei fatti racconta tutt’altro: la mia vicenda giudiziaria risale a due anni fa. La stessa Procura della Repubblica, all’esito delle indagini, ha formalmente richiesto l’archiviazione della mia posizione. Attualmente non esiste alcun rinvio a giudizio. Il Gip ha semplicemente disposto ulteriori approfondimenti d’indagine, come prevede la legge nei percorsi di garanzia. Essere iscritto nel registro degli indagati non equivale a una condanna né all’avvio di un processo, ma nell’aula del tribunale dei social network la presunzione di innocenza viene spazzata via con un clic.
Chi ha realizzato e diffuso questa immagine ha scritto che lo faceva “solo per ridere e sdrammatizzare”. Chi mi conosce sa che la satira per me non è mai stata un problema, anzi sono il primo che si diverte e apprezza la sottile sagacia della satira intelligente. Ma davanti a certe idiozie mi chiedo davvero: è questo il modo di ridere? È questo il modo di giocare sulla pelle e sulla reputazione delle persone?
L’impatto di un’operazione del genere è devastante. Lo è sul piano personale, affettivo e professionale. Penso a quello che provano i miei figli nel vedere il volto di loro padre accostato a quello di un detenuto in catene. Penso all’angoscia di mia moglie, al dolore sordo dei miei genitori, costretti a subire l’umiliazione pubblica di una menzogna grafica spacciata per goliardia. La gogna digitale non colpisce mai una sola persona: travolge intere famiglie, ferisce gli affetti più cari e intossica il dibattito pubblico.
La politica e il confronto civile non possono scendere a questo livello. Usare la tecnologia per fabbricare false immagini di arresti e condanne significa avvelenare i pozzi e calpestare la vita degli altri. Non posso e non voglio far finta di niente, non solo per me stesso e per i miei affetti più cari, ma per rispetto delle istituzioni che rappresento e di chiunque rischi di finire incastrato in questo cinico tritacarne digitale.
Auguro a questo “signore” di non trovarsi mai in difficoltà e incontrare una persona così insensibile come lo è stato lui.

_______________________

«Esprimo la mia solidarietà politica e umana a Dario Safina e alla sua famiglia. Nello scontro politico, troppo spesso, finiscono per essere coinvolti anche gli affetti più cari, persone che non hanno scelto di esporsi pubblicamente e che meritano rispetto e tutela.

L’immagine diffusa sui social non è satira e non può essere liquidata come tale. È un episodio grave, che restituisce la misura dell’imbarbarimento che sta assumendo il confronto politico sui social e, purtroppo, anche nel nostro territorio.

La contrapposizione politica, anche la più dura, deve rimanere sul terreno delle idee, delle proposte e del consenso. Gli avversari si battono democraticamente nelle urne, cercando di ottenere un voto in più, non auspicando condanne né rappresentandoli come detenuti.

Esistono limiti che il confronto politico non dovrebbe mai superare. Questa immagine li supera e non può trovare alcuna giustificazione.

A Dario, Claudia, Marco e Daniela va la mia vicinanza e il mio abbraccio.»

Valentina Villabuona
Presidente dell’Assemblea provinciale del Partito Democratico di Trapani

____________________

Valeria Battaglia (PD): “Solidarietà all’on. Dario Safina. Non abituiamoci alla violenza verbale e alla delegittimazione sui social”

La Segreteria provinciale del Partito Democratico di Trapani esprime piena solidarietà all’on. Dario Safina, vittima della diffusione sui social di un fotomontaggio realizzato attraverso l’intelligenza artificiale con l’evidente intento di colpirlo e denigrarlo sul piano personale. È un gesto ignobile, da condannare senza ambiguità. Non è satira né ironia e non può essere derubricato a uno scherzo o giustificato in nome della libertà della rete. I social non sono e non possono diventare un “porto franco” nel quale tutto è consentito e può venire meno il rispetto delle persone, della loro dignità e dei loro affetti. La libertà di espressione non significa libertà dall’assumersi la responsabilità di ciò che si dice, si crea e si diffonde. L’intelligenza artificiale offre possibilità straordinarie, ma rende anche più semplice costruire contenuti falsi e offensivi. Proprio per questo serve ancora più responsabilità, non meno. Di fronte a comportamenti di questo tipo non dobbiamo abituarci né voltarci dall’altra parte. La violenza verbale, la delegittimazione personale e l’uso distorto delle nuove tecnologie impoveriscono il confronto pubblico e avvelenano il dibattito politico. A Dario e alla sua famiglia va l’abbraccio e la vicinanza di tutta la comunità del Partito Democratico della provincia di Trapani.

____________________

Safina. Solidarietà di Forza Italia per immagini IA
“A nome di tutto il gruppo parlamentare di Forza Italia all’Assemblea Regionale Siciliana, esprimo piena solidarietà all’onorevole Dario Safina per l’attacco subito. Quella che viene fatta passare per satira è, in realtà, una grave violazione del diritto di difesa e della presunzione di innocenza, principi che appartengono alla nostra Costituzione prima ancora che alla nostra cultura politica.
Ancora una volta assistiamo a un uso distorto e violento dell’intelligenza artificiale, capace di generare contenuti fuorvianti che, dietro l’apparente leggerezza di un post, possono produrre conseguenze personali gravissime. Non è satira: è un atto di aggressione che colpisce una persona prima ancora che un politico, calpestando ogni garanzia.
L’auspicio è che tutti, senza distinzione di schieramento, si adoperino per porre un freno a questi strumenti usati in modo scorretto e violento. E che il garantismo non resti una parola vuota: chi è coinvolto in indagini giudiziarie non può essere esposto a processi mediatici né, tanto meno, a condanne anticipate. Su questo, nessuno può chiamarsi fuori.”
Lo dichiara Stefano Pellegrino, capogruppo di Forza Italia all’Ars con riferimento alle immagini create con intelligenza artificiale (e stupidità umana) che ritraggono l’onorevole Dario Safina in manette
Roberto Rubino

Roberto Rubino

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