Un museo a cielo aperto, una rigenerazione urbana e territoriale. Un gemellaggio con Gibellina per proseguire l’utopia del Senatore Corrao voluta dal Sindaco Fonte.
Una pietra millenaria tra onice e perlato di Sicilia, scolpita dalle mani dell’artista Gerry Bianco, è stata inaugurata in questi giorni a Custonaci alla presenza del sindaco Fabrizio Fonte, del presidente della Fondazione Orestiadi Francesca Maria Corrao, del sindaco Salvatore Sutera di Gibellina e di molti rappresentanti istituzionali.
10 tonnellate di onice e perlato di Sicilia tornano alla luce attraverso l’artista Bianco. “La Donna che Sostiene il Mondo” è la nuova opera monumentale entrata a far parte del MAC – Museo d’Arte Contemporanea – en plein air nella Baia di Cornino a Custonaci, che rivela passato, presente e futuro. 11 giorni di lavoro intenso, 12 ore al giorno, per fare emergere da un grosso masso una figura arcaica e futuristica, potente: una donna che regge il mondo.
Una scultura bifrontale che da un lato guarda la tranquillità del mare della Baia, dall’altro il silenzio del monte Cornino. La macrostruttura della pietra, resa visibile attraverso i colpi di subbia e mazzotto, evidenziano i segni e le tracce del lavoro svolto sulla superficie. Non per mostrare la fatica, ma per raccontare il tempo: passato, presente e futuro. “La subbia non cancella, rivela. Ogni colpo è memoria. Questa pietra, formata milioni di anni fa, rivive attraverso le mani dell’artista per altri secoli futuri”.
L’opera si radica nel territorio e diventa sacra: LUCE, ACQUA E PIETRA. Una scultura che dialoga con la Madonna di Custonaci e ricorda l’episodio della tempesta: i naufraghi che promisero di donare la tavoletta votiva al luogo se si fossero salvati.
L’onice segue la linea dell’orizzonte, come limite umano e separazione tra il mare e il cielo. La stessa acqua che bagna la Baia e che da secoli accompagna i fedeli fino al Santuario della Madonna di Custonaci.
La linea verticale, nella parte opposta, evidenzia l’ascensionalità e l’elevazione verso il cielo, tra la spiritualità e la luce che scende sulla montagna e che ogni anno, il 27 agosto, illumina la processione. Tra orizzonte e ascensione, tra acqua e luce, sta la Donna.
La figura sinuosa femminile, arcaica, sorregge il mondo tra le mani, con il petto offerto. I seni sono gesto rituale: come un voto, come una grazia. Toccarli porta fertilità e abbondanza. Ogni segno racconta il corpo a corpo con la materia: una pietra viva, da toccare, da attraversare. La scultura è un dono dell’artista alla comunità di Custonaci. Un segno che si aggiunge al patrimonio pubblico del MAC e che rende la Baia di Cornino ancora di più un luogo dove la pietra siciliana diventa linguaggio contemporaneo. “Questa non è una pietra qualsiasi” conclude Bianco. “È una pietra millenaria che stava aspettando di diventare Donna. Ora tocca a chi passa di qui sostenerla con lo sguardo”. L’opera è un inno alla madre natura e alla figura materna che genera ogni cosa. Una simbiosi tra due madri: la Madonna di Custonaci che protegge chi arriva dal mare, e una madre che sostiene chi guarda al cielo.
















