La sera del 3 settembre 1982, il Generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, Prefetto dei 100 giorni a Palermo, veniva colpito a morte in via Isidoro Carini insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro, in quel momento al suo fianco e l’agente di scorta Domenico Russo.
Oggi sul luogo dell’agguato mafioso sono state deposte le corone d’alloro alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, del presidente della commissione nazionale antimafia Chiara Colosimo.
Il metodo Dalla Chiesa è stato importante per tutti noi. L’assoluta ostinazione e dedizione per affermare un mondo più libero e un mondo più giusto. Questo credo che sia il primo messaggio, il primo elemento del metodo della Chiesa. Il generale ha lasciato dei messaggi importanti a tutti noi e non solo chi doverosamente e in maniera proficua contrasta la criminalità e i valori della legalità nel quotidiano”. Lo ha detto il ministro Matteo Piantedosi a Palermo a margine delle commemorazioni.
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Il Personale della Prefettura di Trapani, si unirà in un momento di raccoglimento e commemorazione, alle ore 9:30, osservando un minuto di silenzio.
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“In una stagione molto complessa, il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa ha incarnato appieno la determinazione nella lotta alla mafia. Nella sua battaglia, iniziata fin dai primi giorni a Palermo, ebbe al suo fianco i giovani con i quali si confrontò comprendendo da subito il valore che le generazioni future dovevano avere nel processo di trasformazione della società siciliana. Con un approccio ancora inedito, capì infatti l’importanza di stimolare un coinvolgimento della gente comune e per questo fece paura a Cosa Nostra.
Nel giorno dell’anniversario della sua morte vogliamo onorarne la memoria e ricordare anche il sacrificio della moglie Emanuela Setti Carraro e dell’agente Domenico Russo, vittime innocenti alle quali tutti, oggi, dobbiamo qualcosa”. Lo afferma il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gaetano Galvagno in occasione del 43esimo anniversario della morte del generale Dalla Chiesa, della moglie Emanuela Setti Carraro e dell’agente Domenico Russo.-
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“Ricordare Dalla Chiesa, Emanuela Setti Carraro e Domenico Russo non è un rito, è una scelta civile. La loro testimonianza ci chiama a un impegno concreto: combattere ogni forma di criminalità e pretendere trasparenza dalle istituzioni. La legalità è la grammatica della democrazia. Come Sindaco rinnovo l’impegno ad agire con rigore e a promuovere una cultura pubblica orientata al bene comune”, dichiara il sindaco di Mazara Salvatore Quinci. “Ai nostri giovani consegniamo una memoria viva che diventa responsabilità personale: studiare, rispettare le regole, rifiutare compromessi con l’illegalità. La storia di Dalla Chiesa parla di coraggio e metodo: investigazione, serietà, rispetto delle istituzioni”, aggiunge il Sindaco.
Il sacrificio di Dalla Chiesa richiama tutti — amministratori, scuola, associazioni, forze sociali — a un’alleanza civica per la legalità. Mazara del Vallo la rinnova, consapevole che la credibilità delle istituzioni nasce da coerenza e rispetto della legge in ogni atto.
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Oggi, con profonda commozione e rispetto, onoriamo la memoria di tre martiri della giustizia e servitori dello Stato, barbaramente uccisi dalla violenza cieca della mafia. Il Generale dalla Chiesa, sua moglie Emanuela e l’agente Russo rappresentano il simbolo eterno di chi ha sacrificato la propria vita in nome della legalità, della giustizia e delle Istituzioni che fondano la nostra Repubblica. Quell’attacco fu un vile attentato contro lo Stato italiano e i suoi valori più sacri, con l’obiettivo di seminare terrore e sfiducia.
La loro eredità di coraggio e integrità deve essere per tutti noi, soprattutto per le nuove generazioni, un faro indelebile che guidi il nostro impegno quotidiano. Il ricordo di quel sacrificio estremo rinnova in Forza Italia la determinazione a proseguire senza sosta la lotta contro ogni forma di criminalità organizzata e corruzione, per costruire una Sicilia e un’Italia più libere e giuste.
In questo giorno di lutto e di memoria, il nostro pensiero affettuoso e solidale va alla famiglia e ai figli, in particolare a Rita, che con il suo impegno civile e politico incarna i valori del padre e continua a essere una voce autorevole nella battaglia per la legalità e la giustizia.”
Lo dichiara Marcello Caruso, coordinatore regionale di Forza Italia in Sicilia in occasione dell’anniversario della strage di via Carini in cui furono uccisi Carlo Alberto dalla Chiesa, Emanuela Setti Carraro e l’agente Domenico Russo.