Il calcio è tanto bello quanto strano.
Il calcio è pieno, pienissimo, di stranissime regole non scritte che, però, trovano puntuale applicazione sul campo: una di queste è la rarità di ottenere una doppia vittoria quando si ha la possibilità di giocare due incontri in casa di fila.
E questa regola, ieri sera, è toccata proprio al Palermo che si è ritrovato ad affrontare gli ormai atavici “nemici” del Frosinone non riuscendo a doppiare la vittoria di una settimana fa ottenuta contro la Reggiana.
Importantissimo, per onestà intellettuale, dire che la squadra di Alvini è parsa più quadrata e tosta rispetto agli amaranto di Dionigi e che è riuscita ad annullare i punti di riferimento del Palermo dopo averli studiati certamente con grande attenzione.
I ciociari hanno marcato strettissimi i “fari” rosanero raddoppiando puntualmente sulle punte e non lasciando quasi fiato nel primo tempo a Ranocchia, fonte primaria dell’avvio delle azioni rosa.
Con Joronen in porta al posto dello sfortunatissimo Bardi (che ne avrà per un paio di mesi) e la stessa formazione della settimana scorsa Inzaghi applicava, di fatto, un’altra di quelle regole virtuali di cui sopra: “squadra che vince non si cambia”.
Che la partita fosse completamente diversa ce ne siamo accorti tutti dopo soli pochissimi minuti di gara visto che i giallo-azzurri continuavano a giocare come fossero in casa mentre il Palermo arrancava e sbandava pericolosamente.
Solo una forte difesa come quella rosanero poteva riuscire a tenere benissimo le sfuriate dei frusinati che nella prima frazione di gioco tiravano almeno quattro volte in porta contro le nulle opportunità del Palermo che ci provava solo con una bordata di Augello finita tra gli spalti della curva nord.
Nefaste somiglianze con la squadra di Dionisiana memoria si materializzavano pericolosamente all’interno dell’ex Favorita:
Joronen si mostrava portiere attento e sicuro svolgendo il proprio lavoro in maniera concreta e senza sbavature, la difesa teneva bene, come detto in precedenza, ma il resto della squadra soffriva senza riuscire a nasconderlo neppure troppo.
Segre girava a vuoto, Ranocchia pareva intrappolato in una gigante ragnatela, Pierozzi non somigliava per nulla al formidabile esterno di appena otto giorni prima e Augello provava a mettere in mezzo all’area avversaria decine di palloni contraddistinti da un unico comune denominatore: la troppa prossimità verso i guantoni del portiere avversario.
E poi c’erano anche Gyasi e Brunori dietro all’unica punta Pohjanpalo con l’ex empolese, sempre posizionato tra le linee di centrocampo ed attacco, che provava a creare dinamismo apparendo però più un pesce fuori dall’acqua mentre il capitano continuava a sbattere come un moscone sul vetro di una finestra alla ricerca di un varco che, però, non riusciva a trovare.
In quanto al finlandese, pareva palese quale fosse la sua forza reale e psicologica sulla difesa avversaria ma senza palle giocabili qualsiasi tipo di abilità calcistica non potrà mai essere sfruttata da nessun giocatore.
La ripresa capitava a fagiolo per far sì che Super-Pippo potesse catechizzare a dovere i suoi ragazzi che, infatti, al rientro in campo iniziavano finalmente a giocare a calcio.
Lentamente, ma decisamente, Ranocchia saliva in cattedra dettando tempi e schemi, sulla fascia destra Pierozzi tornava sui livelli della prima partita di campionato, Segre era dappertutto, Brunori e Gyasi riuscivano a produrre qualche buona iniziativa e Pohjanpalo concludeva con estrema convinzione beccando prima un palo esterno e successivamente una traversa.
La pressione sui ciociari aumentava esponenzialmente fino ad annichilirli quasi del tutto per lunghissimi tratti di gioco e se non fosse stato per la performance del francesino Ghedjemis difficilmente avremmo visto la squadra di Alvini venir fuori oltre la linea di centrocampo.
Ma col passare dei minuti i due esterni rosa calavano vistosamente e quindi il tecnico palermitano iniziava a effettuare i primi cambi: Le Douaron faceva rifiatare Brunori mostrando subito gran voglia, poi toccava a Segre ed Augello lasciare il posto al redivivo Gomes e a Palumbo.
L’ex modenese prendeva il posto di Gyasi dietro Pohjanpalo e l’ex empolese si sostituiva ad Augello che soffriva già da parecchio le sfuriate di Ghedjemis sulla propria fascia di competenza.
La mossa si rivelava decisiva e il Palermo incrementava ulteriormente la sua pressione alla ricerca del gol decisivo.
Gomes si inseriva subito benissimo ricordandoci quanto sia importante per l’economia di questa squadra, Gyasi riusciva ad arginare il dirimpettaio impensierendolo con la sua velocità e con la sua imprevedibilità e i rosa prendevano sempre più campo agli avversari pur non riuscendo quasi mai a beccare lo specchio della porta di Palmisani.
Al 78°, quasi inaspettatamente, un coast to coast del fortissimo Ghedjemis (non sarebbe il caso di “puntarlo” per il futuro della squadra rosa?) veniva bloccato con gran mestiere dal preziosissimo Ceccaroni proprio un attimo prima che il francese potesse riuscire ad entrare pericolosamente all’interno dell’area di rigore rosanero provocandone il tracollo.
Poi solo forcing del Palermo con gli ingressi di Peda per Pierozzi e di Corona per Pohjanpalo che, però, non riuscivano a rivelarsi decisivi per sbloccare il risultato nonostante le sufficienti prestazioni dei due ragazzi.
Alla fine rimane l’amarezza di non esser riusciti a dar seguito alla prima vittoria con una seconda ma la consapevolezza di aver incontrato una squadra molto ben messa in campo che avrebbe anche potuto segnare portandosi via addirittura l’intera posta in palio ci riconduce a più sagge sensazioni.
Un pareggio tutto sommato importante dal quale il gruppo di Inzaghi imparerà certamente tanto alla vigilia di una sosta per gli impegni della nazionale di Gattuso che probabilmente servirà al gruppo per compattarsi ulteriormente visti gli ultimi inserimenti del jolly di centrocampo Giovane e del portierino lettone Balaguss.
Appuntamento alla prima trasferta della stagione, il prossimo 14 di Settembre alle 17,15 a Bolzano contro il Sudtirol di Castori.
Ivan Trigona
















Insomma la regola del calcio è questa, non si può sempre vincere anche se, giocando tutto sommato bene, almeno per tutto il secondo tempo da parte del Palermo. Di contro dobbiamo ammettere che il Frosinone è una squadra ben organizzata che è venuta al Barbera per fare risultato pieno ma fortunatamente non è stato così, perchè il Palermo di Inzaghi non è più la squadra abulica di due o tre anni fa, anzi se c’è una squadra che ha il diritto di recriminare per gli sfortunati legni colpiti da Pohjanpalo, questa è il Palermo. Bene Joronen ma anche Palmisani, sebbene, in verità nessuno dei due è stato impegnato più di tanto. In conclusione, un punto che tutto sommato va bene, anche perchè dobbiamo tenere in buon conto che, una squadra di calcio in campo, produce quanto più l’avversaria può consentire e sinceramente ieri il Frosinone non era affatto la Reggiana che il Palermo ha affrontato al Barbera nella prima giornata.
Bravo puntuale competente come sempre
Ottima disamina. Gyasi un bel giocatore. Lo vedo meglio come esterno, al posto di Augello, quando avrà finito la benzina. E naturalmente Palumbo dietro le due punte Pohjan e Brunori che mi sembra spaesato come trequartista. Non si può prescindere dalla presenza di Gomes a centrocampo che riesce a dare dinamismo e pressione. Che ne pensi del 3/4/1/2? Cordiali saluti.