Lo Scribo
  • Home
  • Cronaca
  • Politica
  • Cultura
  • Attualità
  • Salute
  • Sport
  • Cook
  • Economia
  • Lo Scribo Tv
  • Communication Lab
  • Contatti
No Result
View All Result
  • Home
  • Cronaca
  • Politica
  • Cultura
  • Attualità
  • Salute
  • Sport
  • Cook
  • Economia
  • Lo Scribo Tv
  • Communication Lab
  • Contatti
No Result
View All Result
Lo Scribo
No Result
View All Result
Home Cultura

Quando la critica diventa rumore. Di Salvatore Pecorella

Salvatore Pecorella by Salvatore Pecorella
Dicembre 17, 2025
in Cultura, Viro Vino
0
Quando la critica diventa rumore. Di Salvatore Pecorella
Share on Facebook

Iniziamo senza giri di parole: parliamo della gente che rompe i coglioni sui social. Quella valanga di commenti che arriva ogni volta che condividi qualcosa, quell’esercito di esperti che sa tutto di tutto e ha sempre qualcosa da ridire. Ma dietro questa dinamica fastidiosa si nasconde una questione più profonda, che riguarda una parola antica e nobile: critica. Capire cosa significhi davvero fare critica può cambiarci la vita, perché non tutte le critiche sono uguali.

La parola “critica” viene dal greco krìnein, che significa separare, distinguere, scegliere. I greci antichi usavano questo verbo quando dovevano vagliare il grano dalla pula, quando dovevano distinguere il buono dal cattivo. La critica, nella sua essenza più pura, è l’arte del discernimento. Un’arte che oggi, nell’era dei social media, sembra essersi persa tra il rumore di fondo.

Umberto Eco, nel 2015, durante una laurea honoris causa all’Università di Torino, disse qualcosa che dovremmo tenere sempre a mente: “I social media hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel.” Eco non stava condannando la democratizzazione della comunicazione, ma evidenziando un problema: la confusione tra opinione e competenza, tra libertà di espressione e responsabilità.

Questa riflessione è al cuore di Viro Vino, un progetto nato dall’unione di due grandi passioni: il vino e le parole. Dopo vent’anni nel mondo del vino e una vita dedicata alle parole, ho scoperto che entrambi i linguaggi hanno qualcosa in comune: la capacità di creare mondi e racconti, di trasformare l’esperienza in qualcosa di più profondo. Le parole non solo descrivono, ma agiscono dentro di noi. Conoscerne il senso ci aiuta a essere più lucidi, consapevoli e maturi. Il vino, in questo percorso, non è il protagonista assoluto ma una chiave di lettura per entrare in contatto con le esperienze, le emozioni e le storie che le parole custodiscono.

Brené Brown, studiosa della vulnerabilità e del coraggio, sostiene che la critica più efficace è quella che viene da chi è “nell’arena” con te, cioè da chi sta facendo lo stesso lavoro o si sta mettendo in gioco allo stesso modo. Una critica costruttiva non è un giudizio dall’esterno, freddo e distaccato, ma un suggerimento da chi è lì con te, a sporcarsi le mani. Questo è il vero significato della critica come “distinguere” per migliorare.

Gino D’Acampo, chef italo-britannico amatissimo per i suoi show televisivi, nel 2019 decise di reinventare la pizza Margherita con una base di patate, pomodoro, mozzarella e basilico. Il web impazzì. Migliaia di commenti, da chi lo accusava di aver tradito la tradizione a chi gli ricordava, con toni più o meno educati, che la pizza ha delle regole ben precise. Eppure, Gino non aveva presentato il piatto come una classica Margherita, ma come una sua versione alternativa. La domanda è: ha senso trasformare la tradizione in un museo? O dovremmo lasciare spazio anche all’evoluzione, alla sperimentazione? La critica più costruttiva non è quella che dice “questo è sbagliato”, ma quella che si chiede: “e se provassimo a capire perché è diverso?”

Un amico libraio di Roma mi ha raccontato una storia ancora più emblematica. Durante il lockdown del 2020 aveva iniziato a fare dirette su Facebook per leggere libri ai bambini. Un giorno arrivò un commento feroce: “Ma chi ti credi di essere per fare l’attore? Leggi male, non sai interpretare, dovresti vergognarti”. L’uomo che aveva scritto quel commento non sapeva che il libraio, da giovane, aveva fatto il doppiatore per la RAI. Ma soprattutto non sapeva che quello stesso libraio, ogni sera, donava un’ora del suo tempo per far sentire meno soli i bambini chiusi in casa. Ecco la differenza. La critica vera, quella che viene dal krìnein greco, ti aiuta a crescere. Ti dice dove puoi migliorare, ti offre una prospettiva diversa, ti stimola a riflettere. L’altra è solo sfogo, il bisogno di esistere attraverso la negazione dell’altro.

Nel mondo del vino è molto raro trovare critici davvero disinteressati che fanno il proprio mestiere in maniera competente, onesta e senza chiedere nulla in cambio. Il vero critico del vino assaggia, studia, confronta, conosce i territori, le annate, le tecniche. Sa che una sua recensione può decretare il successo o il fallimento di un’azienda e si assume questa responsabilità con la serietà che merita. Ma quanti sono questi critici veri? E quanti invece sono quelli che scrivono per sentirsi importanti, per entrare senza pagare agli eventi, per ottenere bottiglie gratis? Ecco perché bisogna sempre fidarsi soprattutto del proprio gusto personale e della propria curiosità. Il palato non mente, i numeri a volte sì.

Aristotele diceva che la critica è l’arte di giudicare il valore di qualcosa. Ma giudicare non significa condannare. Significa valutare, soppesare, capire. La critica vera è generosa, perché riconosce il valore nell’altro anche quando non lo condivide. Pensate a Roberto Benigni che critica Dante. Non lo demolisce, lo celebra. Gli fa domande, lo interroga, lo mette in discussione, ma sempre con rispetto, sempre riconoscendone la grandezza. Quella è critica. Quella è krìnein.

E qui entra in gioco il Grecanico, un vitigno siciliano che porta nel nome la sua storia di contaminazione e rinascita. “Grecanico” significa “greco”, ma questo vino non è greco. È siciliano che ha abbracciato l’influenza greca, l’ha fatta sua, l’ha trasformata. Per anni è stato criticato, bistrattato, considerato un vitigno minore. I critici del vino lo liquidavano come “vino da taglio”, buono solo per essere mischiato con altri. Ma alcuni produttori siciliani hanno continuato a crederci. Hanno studiato, sperimentato, hanno separato il grano dalla pula, proprio come suggeriva l’etimologia di “critica”.

Oggi il Grecanico è rinato. Non è diventato un altro vino, è diventato sé stesso nella sua forma migliore. Fresco, sapido, con quella mineralità che parla della terra siciliana e quel carattere che racconta secoli di storia. Quando bevi un Grecanico fatto bene, senti la Sicilia. Senti il mare, senti il sole che non brucia ma accarezza. È un vino che non ha bisogno di alzare la voce per farsi ascoltare. Non aggredisce, non costringe, non umilia. Ti invita a fermarti, ad assaporare, a capire. Esattamente come dovrebbe fare una critica onesta.

Il Grecanico, nella sua eleganza discreta, insegna che la critica più preziosa è quella che sa illuminare senza accecare. Quella che non stravolge, non impone la sua verità, ma aiuta a tirar fuori l’essenza delle cose. Quella che, invece di spegnere il fuoco, soffia dolcemente sulle braci per farle brillare.

La prossima volta che leggete un commento cattivo sui social, o che avete voglia di scriverne uno, fermatevi un attimo. Chiedetevi: sto facendo krìnein? Sto separando il grano dalla pula o sto solo facendo rumore? Sto costruendo una conversazione o mi sto sfogando? La critica vera è un regalo. È l’arte di aiutare le cose e le persone a diventare migliori. Tutto il resto è solo rumore.


Viro Vino Podcast è disponibile su YouTube. Per seguire il progetto e scoprire nuove connessioni tra parole e vino, è possibile iscriversi al canale e partecipare alla community attraverso i commenti e le condivisioni.

Salvatore Pecorella

Salvatore Pecorella

Salvatore Pecorella

Related Posts

Si avvia l’iniziativa “I Custodi di Quarara” con il Patto di Collaborazione Comune-Cittadini
Attualità

Si avvia l’iniziativa “I Custodi di Quarara” con il Patto di Collaborazione Comune-Cittadini

Agosto 19, 2026
La grande saga storica di Ugo Barbàra approda a Mazara del Vallo: a “In… chiostro d’autore” si presenta “La malanotte”
Cultura

La grande saga storica di Ugo Barbàra approda a Mazara del Vallo: a “In… chiostro d’autore” si presenta “La malanotte”

Agosto 19, 2026
Dal 27 agosto delegazione della Chiesa Tunisina sarà in visita in Diocesi
Cultura

Dal 27 agosto delegazione della Chiesa Tunisina sarà in visita in Diocesi

Agosto 19, 2026
Next Post
Mazara: i giovani democratici organizzano un incontro sull’educazione e della prevenzione nella lotta alla microcriminalità

Mazara: i giovani democratici organizzano un incontro sull'educazione e della prevenzione nella lotta alla microcriminalità

Pierpaolo Petta e l’Orchestra Sicelides Musae omaggiano Astor Piazzolla a Marsala

Pierpaolo Petta e l’Orchestra Sicelides Musae omaggiano Astor Piazzolla a Marsala

Tentava di rubare un portafogli da un furgone in sosta. Arrestato

Tentava di rubare un portafogli da un furgone in sosta. Arrestato

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime news

Chiusa da oggi la galleria dello scorrimento veloce per l’aeroporto di Birgi
Uncategorized

Temporanea chiusura al transito della galleria sullo s.v. Marsala-aeroporto Birgi

Agosto 19, 2026
Messaggio di cordoglio per la scomparsa della mamma di Mariella Ballatore, portavoce del Sindaco Quinci
Cronaca

Mazara, il cordoglio della Città per la scomparsa di Marcello Erbini

Agosto 19, 2026
La grande saga storica di Ugo Barbàra approda a Mazara del Vallo: a “In… chiostro d’autore” si presenta “La malanotte”
Cultura

La grande saga storica di Ugo Barbàra approda a Mazara del Vallo: a “In… chiostro d’autore” si presenta “La malanotte”

Agosto 19, 2026

In evidenza

Mazara, scoperto un relitto romano a 46 metri di profondità: recuperate centinaia di anfore
Attualità

Mazara, scoperto un relitto romano a 46 metri di profondità: recuperate centinaia di anfore

by Redazione
Agosto 10, 2026
0

Importante scoperta archeologica nei fondali al largo di Mazara del Vallo, dove è stato individuato un relitto risalente all'epoca romana,...

Pesca, risorse insufficienti e crisi profonda: «La politica non sa ascoltare il settore»

Pesca, risorse insufficienti e crisi profonda: «La politica non sa ascoltare il settore»

Agosto 8, 2026
A Torretta Granitola Mare Conteso conquista i lettori. In una visione globale, Messina traccia i contorni storici di un conflitto intricato

A Torretta Granitola Mare Conteso conquista i lettori. In una visione globale, Messina traccia i contorni storici di un conflitto intricato

Agosto 4, 2026
Piazza Ranne torna a illuminare Marsala: il cinema rivive nel quartiere San Francesco

Piazza Ranne torna a illuminare Marsala: il cinema rivive nel quartiere San Francesco

Luglio 27, 2026
Da Mazara del Vallo al Pop R&B nazionale: cresce il talento di Corinne

Da Mazara del Vallo al Pop R&B nazionale: cresce il talento di Corinne

Luglio 22, 2026
Lo scirocco alimenta i roghi: evacuazioni, strade chiuse e città al buio

Lo scirocco alimenta i roghi: evacuazioni, strade chiuse e città al buio

Luglio 22, 2026

Testata iscritta presso il Tribunale di Marsala il 6 febbraio 2024 al n.224.

Editore Lo Scribo srls, direttore Roberto Marrone.

© 2018 JNews – City News Magazine WordPress theme. All rights belong to their respective owners.nJNews is a top selling 2018 WordPress News, Blog, Newspaper & Magazine Theme.

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

Estate mazarese – Il programma
No Result
View All Result
  • Home
  • Cronaca
  • Politica
  • Cultura
  • Attualità
  • Sport
  • Economia
  • Salute
  • Contatti

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.