“Le dichiarazioni rilasciate nelle ultime ore dal deputato regionale di Fratelli d’Italia Giuseppe Bica sulle opere di urbanizzazione di Villa Rosina lasciano, ancora una volta, più sgomenti che sorpresi. Siamo ormai di fronte a una propaganda talmente scollegata dalla realtà dei fatti da impedire persino la comprensione dei meccanismi più elementari dei bandi pubblici”. A parlare è deputato regionale del PD Dario Safina che già nei giorni scorsi aveva inviato una lettera aperta ai cittadini per spiegare il travagliato iter dei progetti inerenti le opere primarie del quartiere villa Rosina a Trapani, di cui si parla ormai da oltre 30 anni.
“Bica sembra ignorare, o finge di ignorare, – continua Safina – che la scelta del Comune di presentare un progetto con una richiesta di finanziamento inferiore, accompagnata da una quota di cofinanziamento pari almeno al 30 per cento, non è un azzardo ma una strategia precisa per rendere la domanda più competitiva. Il cofinanziamento, infatti, consente di ottenere fino a dieci punti aggiuntivi in graduatoria. Altro che improvvisazione: è un criterio di serietà e di credibilità amministrativa”. “Ed è proprio questa serietà che stride con le affermazioni del deputato di maggioranza, intrise di propaganda e, purtroppo, di evidenti inesattezze – incalza il deputato dem -.
Anche perché quel bando, per come è strutturato, difficilmente potrà consentire la reale esecuzione delle opere. Ciò che sarebbe stato necessario fare e che non è stato fatto era prevedere un plafond specifico per Villa Rosina, alla luce di una storia complessa fatta di trascorsi amministrativi, vicende giudiziarie e piani di recupero risalenti agli anni Novanta, avviati già durante l’amministrazione Buscaino. Una situazione che avrebbe meritato un intervento ad hoc, mirato e strutturale, anziché essere compressa dentro un bando generico e inadeguato”. “Il paradosso è che l’amministrazione comunale aveva già pronto un progetto esecutivo – spiega ancora Safina -.
Un progetto che avrebbe consentito alla Regione di intervenire direttamente, destinando risorse dedicate non solo attraverso i fondi FSC (Fondo di Sviluppo e Coesione), ma anche attingendo al bilancio regionale. Del resto, l’impegno politico della deputazione di maggioranza, Fratelli d’Italia compresa, era stato annunciato con toni trionfalistici, arrivando persino a promettere l’avvio dei lavori nel giro di poche settimane. Promesse rimaste, ad oggi, lettera morta”. “A complicare ulteriormente il quadro c’è un elemento tutt’altro che marginale – aggiunge il deputato trapanese -: la commissione non è stata ancora nominata.
Un ritardo che apre a un rischio concreto di ulteriori slittamenti. Senza la commissione, infatti, si potrebbe rendere necessario un nuovo aggiornamento progettuale, con conseguente revisione del computo economico. E aggiornare i costi oggi significa una cosa sola: rendere ancora più insufficienti le risorse stanziate dalla Regione”. “In questo contesto, accusarmi di fare la Cassandra e di non volere la realizzazione delle opere primarie a Villa Rosina — io che lavoro su questo progetto dal 2019 — non è solo falso, ma rasenta la follia politica. È il classico tentativo di ribaltare la realtà per coprire mancanze evidenti e promesse non mantenute” conclude Safina.
Anche l’on. Ciminnisi (M5S) interviene sull’argomento:
«Le dichiarazioni dell’onorevole Bica sono un ennesimo tentativo di mistificare la realtà, che è cristallina: la Regione Siciliana ha escluso Villa Rosina da un finanziamento diretto e certo». Così la deputata regionale M5S Cristina Ciminnisi replica al deputato di FdI Giuseppe Bica, aggiungendo che «Bica dovrebbe vergognarsi di accusare me di tifare per il fallimento, quando quel percorso in Commissione per finanziare direttamente le opere con i fondi FSC l’ho proposto io».
«Io – replica la deputata – non ho mai sperato nel fallimento di nulla, tantomeno sulla pelle dei cittadini trapanesi. Ho denunciato una scelta sbagliata del Governo e ho difeso il diritto di Villa Rosina a non essere presa in giro da chi prometteva certezze e preferiva la propaganda alle responsabilità istituzionali»
«Il governo Schifani – ricorda Ciminnisi – poteva inserire i lavori per la rete fognaria e le urbanizzazioni nell’Accordo di coesione 2021-2027. Ma davanti alla mia formale richiesta in Commissione, il Governo disse no. È stata una scelta politica precisa, non un obbligo tecnico, visto che per altri interventi il finanziamento diretto è stato utilizzato. Questo è il fatto incontrovertibile: la Regione ha volontariamente negato la soluzione sicura».
«Ora – conclude – Bica cerca goffamente di spostare l’attenzione su un bando incerto, parlando di fondi “a disposizione”. Ma un bando non è un finanziamento. È solo un’ulteriore gara ad ostacoli, senza garanzie per i cittadini di Villa Rosina, che attendono da 30 anni. Io mi sono battuta per fare un’operazione verità, mentre lui, davanti all’evidenza del bando, dava per certo il finanziamento. È l’esatto opposto della certezza che la Regione avrebbe potuto e dovuto dare».















