Infrastrutture, aeroporto di Birgi, collegamenti, lavoro e formazione tra le priorità emerse dal confronto con gli stakeholders e i sindaci. Nel Piano anche interventi per contrastare i cambiamenti climatici e sostenere l’agricoltura. La bozza attesa entro la fine dell’anno.
Il Piano Strategico provinciale entra nella fase operativa, con l’obiettivo di delineare una prospettiva di sviluppo condivisa per il territorio trapanese. Infrastrutture, collegamenti, occupazione giovanile, formazione, cambiamenti climatici e agricoltura sono alcuni dei temi emersi nel corso degli incontri con gli stakeholders locali e i sindaci, insieme ai rappresentanti della società KPMG, incaricata di redigere il documento.
A fare il punto è il presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, che sottolinea come il Piano «prende sempre più forma ed assume sostanza concreta». Gli incontri, spiega, hanno rappresentato «due tasselli fondamentali per costruire una prospettiva di sviluppo che si poggia sulla capacità dei territori di essere realmente protagonisti del loro futuro».
Infrastrutture e collegamenti, al centro l’aeroporto di Birgi
Tra le priorità indicate dagli operatori economici e dai rappresentanti del territorio figura la centralità del sistema infrastrutturale, con particolare attenzione all’aeroporto di Birgi e alla necessità di rafforzare i collegamenti.
In questo quadro, Quinci evidenzia «l’esigenza di ampliarlo con altri collegamenti: la bretella autostradale Birgi-Mazara del Vallo». Il presidente richiama inoltre la necessità di intervenire sul trasporto pubblico: «I collegamenti vanno potenziati, realizzati, ma anche liberalizzati».
Un esempio significativo, secondo Quinci, è quello del trasporto pubblico locale extraurbano, «bloccato da una concessione che va rivista».
Lavoro e formazione per fermare la fuga dei giovani
Un altro tema centrale riguarda l’occupazione e la difficoltà delle imprese a reperire personale qualificato. Tra le indicazioni emerse dal confronto, Quinci segnala la richiesta di «definire progetti e soluzioni per fermare la fuga dei nostri giovani».
«Le aziende del territorio hanno bisogno di assumere ma domanda ed offerta non dialogano, perché le nostre professionalità e le maestranze scelgono di andare altrove», afferma il presidente.
Una criticità strettamente legata alla formazione professionale, che dovrà essere maggiormente rispondente alle necessità del sistema produttivo. «La necessità di una formazione in linea con le aspettative delle imprese e non della politica, com’è stato spesso finora», sottolinea Quinci.
«Siamo chiamati, e vogliamo, fare lobby»
Il Piano Strategico dovrà tradurre le indicazioni raccolte in proposte concrete, individuando le opzioni tecniche e le possibili fonti di finanziamento regionali, nazionali ed europee, con riferimento ai cicli di programmazione 2021-2027 e 2028-2034.
Il percorso, secondo quanto annunciato, prevede interventi nel breve periodo, mentre la pianificazione sarà sviluppata nella fase successiva. Gli stakeholders avranno tempo per rispondere alle schede predisposte da KPMG e saranno organizzati nuovi momenti di confronto per costruire una piattaforma comune.
Quinci richiama soprattutto la necessità di superare divisioni e interessi particolari: «Siamo chiamati, e vogliamo, fare lobby. Non certo per curare interessi di parte ma per dare rappresentanza ad un territorio che, oltre ad un’identità, deve avere anche un’anima ed uno spirito unitario, che spesso non siamo stati capaci di mostrare».
E aggiunge: «Il territorio trapanese deve riuscire ad essere competitivo, libero da condizionamenti e da vecchie logiche di gestione del potere». In questo percorso, conclude, i sindaci saranno in prima linea.
Cambiamenti climatici e agricoltura tra le priorità
Il secondo incontro con KPMG ha consentito di approfondire le priorità da inserire nel Piano, con l’indicazione di elaborare una strategia coordinata, capace di rispondere alle esigenze dell’intera provincia e non soltanto a singole richieste territoriali.
Tra gli impegni assunti figura la predisposizione, in tempi brevi, di una pianificazione per affrontare l’emergenza legata ai cambiamenti climatici. Quinci richiama i recenti eventi che hanno interessato Marsala e Petrosino, evidenziando come «non sono più un allarme ma un problema da affrontare e che riguarda tutte le realtà territoriali».
Parallelamente, saranno messi a disposizione di KPMG documenti, cartografie e soluzioni operative per consolidare il Piano con misure dedicate all’agricoltura trapanese.
Il Tavolo permanente provinciale, istituito il giorno precedente, è già al lavoro con un cronoprogramma definito. L’obiettivo indicato dal presidente del Libero Consorzio è arrivare entro la fine dell’anno alla presentazione della bozza del Piano Strategico provinciale.













