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Verso le regionali 2027: Mazara del Vallo ed una nuova centralità. Di Giacomo D’Annibale

Redazione by Redazione
Novembre 4, 2026
in Attualità, In evidenza, Politica
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Verso le regionali: quel “sistema” Sicilia che prova a salvarsi. Di Giacomo D’Annibale
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Seppur ormai i motori per le prossime elezioni regionali sono accesi ed è anche divertente leggere pronostici e scenari, la strada per la definizione del nuovo Governo della Regione Sicilia è tutt’altro che tracciata.

Allo stato attuale, infatti, non è nemmeno certa la data delle elezioni. Scadenza naturale fissata a Settembre 2027, probabile (ma non ancora certo) una leggera anticipazione tra maggio e giugno, candidati alla Presidenza tutt’altro che definiti e soprattutto schieramenti politici ancora da definire.

Se, da un lato, il fantomatico “centrosinistra” risulta ancora in alto mare sia sui punti programmatici (che, purtroppo, sembrano interessare poco ed a pochi!) sia sull’assetto della coalizione, con il PD alla ricerca disperata di una guida e di una identità, il M5S interessato quasi esclusivamente alla partita romana, Ismaele La Vardera lanciato in una corsa solitaria interessato alla incoronazione per sfinimento più che alla costruzione di una squadra di Governo con le idee chiare ed un sistema nuovo, una galassia di piccole sigle alla ricerca di un posto al sole, dall’altro il “centrodestra” siciliano è tutt’altro che vicino ad una strategia elettorale, nonostante questa Regione e questo “Sistema” lo governi da decenni ormai! Un Presidente in carica che, nonostante alcuni oggettivi buoni risultati sul fronte dei “numeri” della Regione, non è riuscito a costruire una leadership, ne in coalizione, ne nel suo partito che sembra puntare ad essere “il meno peggio” più che un leader.

Per ultimo ma non da meno, la variabile Cateno De Luca, impegnato in un progetto di destrutturazione del sistema che affascina amministratori e cittadini, che può chiudere un accordo con il centrodestra a Roma e proporre tre assessori del “Governo di Liberazione” del centrosinistra.

Un contesto, insomma, che più che fluido si può definire liquido come il mare in cui devono ancora provare a navigare le forze politiche. Un contesto, però, da cui dipendono direttamente e profondamente scenari, candidature, ambizioni personali e sogni di gloria.

Con le premesse di cui sopra, doverose, in provincia di Trapani a contare di più, nell’analisi di qualsiasi scenario, è il “numero magico”: cinque! Cinque sono, infatti, i seggi disponibili. Solo cinque. Cinque sono presumibilmente le liste, a giudicare dai sondaggi e dalla storia recente, che conquisteranno un posto ciascuno all’ARS. Liste che prima devono superare lo sbarramento regionale, poi competere per un seggio fra i magici cinque dove il 5% provinciale non basterà di certo. Serve fare di più, matematicamente di più. Di liste e candidati ce ne saranno parecchi di più, ovviamente, ma proviamo ad analizzare oggettivamente lo “stato di salute” della politica provinciale.

Un Seggio, è quasi certo, lo prenderà Fratelli d’Italia: il primo partito italiano della presidente del Consiglio Meloni è oggettivamente cresciuto in questi anni, rafforzando la propria posizione nell’elettorato trapanese. Se da un lato l’on. Bica proverà a riconfermare il suo scranno, l’altro “ex onorevole” Nicola Catania non vorrà rendergli l’impresa elettoralmente “semplice”. Fra i due storici contendenti si inserisce la figura di Paolo Torrente, mazarese, Vice presidente provinciale del partito, legato personalmente e politicamente alle figure di vertice del partito, da Galvagno alla Varchi, da Arianna Meloni a Ignazio La Russa, con un gruppo forte ed in crescita che potrebbe avere le carte in regola per essere il vero asso della competizione interna. Si gioca la partita, davvero!

Il Secondo seggio, presumibilmente, lo prenderà Forza Italia: la provincia di Trapani è storicamente una roccaforte azzurra. Da un lato l’on. Stefano Pellegrino, che meriterebbe un posto alla Camera dei Deputati di certo più della Fascina, ultima eletta del collegio. In quel caso, Marsala si prepara già a giocarsi la partita regionale con candidati tutt’altro che deboli: Enzo Sturiano o, magari, l’ex sindaco Massimo Grillo, neo acquisto del partito. Dall’altro il segretario provinciale Toni Scilla, altro mazarese, che ha oggettivamente rafforzato la sua posizione e che da anni manca l’elezione per una manciata di voti, sempre li, ad un passo, con un consenso personale importante. Si gioca la partita, davvero!

Il Terzo seggio, salvo clamorose sorprese (di cui, per carità, il Partito provinciale sarebbe anche capace!), andrà al Partito Democratico. La questione qui è un po più semplice (o complicata, a seconda dei punti di vista), con il deputato in carica Dario Safina impegnato nella costruzione quasi “sartoriale” della propria lista, con altri 4 candidati che dalla provincia daranno supporto senza davvero essere “in partita”. Eh si, quasi certamente da Mazara del Vallo arriverà il solito, storico contributo di partecipazione, come tradizione vuole.

Per il quarto ed il quinto seggio, la questione si fa un po’ più “interessante”.

Un seggio ragionevolmente se lo contenderanno il M5S e Controcorrente di La Vardera. Pescano nello stesso bacino elettorale, sul quale il neo movimento dell’ex iena sta facendo razzia, al punto da contenderne il seggio in provincia. Da un lato gli ex grillini possono contare sul lavoro della attuale Deputata Cristina Ciminnisi e ragionevolmente del principale competitor e deus della roccaforte grillina, il sindaco di Alcamo Domenico Surdi, dall’altro Controcorrente che, oltre ad avere dalla sua una nuova onda di consenso popolare, si è radicato nella stessa roccaforte con Laura Barone, a Trapani ed anche a Mazara del Vallo. A parte la conquista del seggio, difficilmente c’è spazio, in queste liste, per “sorprese”.

Resta, infine, il quinto ed ultimo (non certo per importanza, ma per mere esigenze di racconto!) seggio! Non restano certo molti partiti certi, sul livello regionale, di superare lo sbarramento. E fra questi, non restano molte liste che in provincia possono contare su una struttura elettorale ed un progetto politico. A contendersi il quinto seggio restano, ragionevolmente, la Lega, pardon, la lista attuale di Mimmo Turano, deus ex machina della provincia, mattatore di campagne elettorali e fine stratega, certo di trovare i “portatori d’acqua” alla sua indiscussa candidatura (soprattutto perché, visti i risultati che si aspetta la Lega a livello nazionale, un seggio alla Camera o al Senato in Sicilia è quantomeno improbabile – non riusci’ nell’impresa nemmeno quattro anni fa, anche se per un soffio!) ed il movimento di Cateno di De Luca, che vede l’antagonista di Turano, il presidente del Libero Consorzio Salvatore Quinci, alla guida del progetto del sindaco di Taormina e che sta già mettendo in piedi una lista competitiva, con Vito Billardello (mazarese), Gaspare Di Girolamo (recordman di preferenze fresco fresco di elezione a Marsala) ed il sindaco di Valderice Stabile, ben radicato nell’agro ericino, a contendersi una partita davvero aperta in una lista che, per la prima volta, può contendere l’agognato seggio di Turano. Sfida interessante, non scontata (visti gli esiti delle ultime elezioni a Mazara del Vallo, Marsala ed al Libero Consorzio di Trapani) e tutta da gustare.

Nonostante la “narrazione mainstream” provi a concentrarsi sul numero di candidati Mazaresi in corsa per la poltrona all’Assemblea Regionale Siciliana, fenomeno inevitabile per il terzo centro per importanza del territorio che storicamente non brilla per unità di intenti e strategia, il vero dato che non può non saltare agli occhi è una inedita centralità nella politica provinciale della Città del Satiro. Nei due principali partiti di Governo, il ruolo di vertice di Scilla e Torrente è indiscutibile, così come anche le loro chance per la conquista del seggio.

Nello scenario provinciale, il Presidente Salvatore Quinci ha riaperto concretamente la partita della leadership provinciale, rimettendo al centro della scena politica quell’asse forte Mazara-Marsala-Belice con Trapani e l’agro ericino e costruendo una possibilità, concreta, per il terzo mazarese in gara, Billardello (che dovrà essere più bravo degli altri, anche se di un soffio… ma è la dura legge del goal!).

Se è “semplice”, analizzando le serie storiche elettorali, pensare a “nessun mazarese ce la farà”, è più interessante invece guardare allo scenario completo, con 3 mazaresi oggettivamente in gara per 3 dei cinque seggi provinciali, intorno a progetti politici diversi, certo, ma importanti.

Quello che accadrà è tutto da vedere, ma intanto, finalmente, questa città è in grado di esprimere classe dirigente competitiva che si gioca la partita e non porta solo “acqua al mulino” di qualcun altro.

Giacomo D’Annibale

Redazione

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