C’è un momento preciso in cui una squadra smette di essere semplicemente una favorita per diventare la padrona assoluta del campionato. Per il Palermo quel momento potrebbe essere arrivato ieri pomeriggio al “Martelli” di Mantova, al culmine di una prova di maturità, cinismo e grande consapevolezza. Il successo per 2-0 nel primo vero scontro diretto della stagione proietta i rosanero in piena fuga in vetta alla classifica, con un margine di 5 punti sulla seconda piazza dopo appena sette giornate. Un segnale fortissimo inviato a tutte le rivali.
La sfida contro il Mantova ha offerto un copione diametralmente opposto rispetto a quello visto recentemente contro l’Empoli. Niente festival del tiro in porta o ritmi da capovolgimenti continui: contro un’avversaria forte, organizzata e capace di un pressing asfissiante in ogni zona del campo, il Palermo ha saputo soffrire con umiltà prima di colpire con spietata precisione.
Nel primo tempo i padroni di casa hanno espresso un calcio veloce ed avvolgente, affrontando la capolista a viso aperto e chiudendo ogni varco con marcature strettissime. In questa fase di sofferenza, a salire in cattedra è stata la retroguardia siciliana: Bani ha giganteggiato al centro della difesa con anticipi puntuali e letture impeccabili, ridando solidità a un reparto apparso quasi impenetrabile. Non sono mancate le emozioni da entrambe le parti: se il Mantova ha sprecato una clamorosa occasione con Ruocco e costretto Perin a uno splendido intervento, il Palermo ha risposto con Palumbo da due passi e con Johnsen, neutralizzato solo da un’uscita provvidenziale di Bardi.
Nella ripresa, dopo un avvio di studio e attesa, la gara si è stappata. A rompere l’equilibrio è stata una ripartenza da manuale condotta da Palumbo: la sua giocata ha aperto la difesa virgiliana e consentito a Segre di ribadire in rete il pallone dello 0-1. Un premio meritato per la mezzala rosanero, autore dell’ennesima prestazione di corsa inesauribile e sacrificio su tutto il fronte d’attacco e di difesa.
Trovato il vantaggio, il Palermo ha mostrato quella maturità che negli ultimi anni era spesso mancata nei momenti chiave. Senza concedere spazi per il ritorno dei padroni di casa, la squadra ha gestito il campo sfruttando anche la qualità e la profondità della propria panchina. Gli ingressi di Estévez e Hernani Jr hanno confermato la forza del gruppo: è stato proprio Hernani Jr, entrato benissimo al posto di Johnsen, a chiudere definitivamente i conti nel finale con un gol di pura forza e determinazione.
Al triplice fischio esplode la festa del popolo rosanero. Tra i migliori in campo spiccano senz’altro Bani, un muro insuperabile, e la coppia Palumbo-Segre, motore e anima della squadra. Ma ciò che più convince è lo spirito di gruppo, la fame su ogni pallone e la capacità di colpire al momento opportuno. Se l’atteggiamento e la tenuta mentale rimarranno questi per tutto il prosieguo del torneo, la strada verso il sogno della promozione appare tracciata.















