Il settore della pesca in Sicilia fa i conti con la politica siciliana che tarda a dare risposte. Aspettative che sembrano non tradursi in fatti. Ed i fatti per imprese di pesca e pescatori sono le risorse promesse e mai arrivate. Stancamente la politica siciliana, alle prese con le beghe interne alla maggioranza di centro destra e la scarsa incisività della minoranza di centro sinistra, si trascina senza riuscire a trovare la quadra per approvare la manovra correttiva, in discussione già da prima dell’estate. E nell’attesa del varo a Sala D’Ercole della legge di variazione del bilancio della Regione Siciliana, i settori economici più fragili, come la pesca, rischiano seriamente la chiusura.
La protesta veemente dei pescatori delle scorse settimane a guardare ai risultati, non è servita a dare uno scossone all’intorpidita politica siciliana per chiudere il cerchio sulla manovra di bilancio e liberare risorse indispensabili per i settori colpiti dal caro gasolio.
Anche ottobre volge al termine ed il mondo della pesca è fermo all’impegno dell’assessore regionale per la pesca, Luca Sammartino, di stanziare 10 milioni di euro per pescatori e imprese di pesca. Dall’esame del testo del disegno di legge n.1200, relativo alla manovra correttiva, all’articolo 62 sono previsti complessivamente 8 milioni di euro. Somme destinate ad incrementare il Fondo di solidarietà regionale della pesca. Al primo comma è 2 milioni di euro sono stanziati per i danni subiti dalle imprese di pesca nelle terribili giornate del Ciclone Harry del gennaio 2026.Al terzo comma, un milione di euro è stanziato per ristorare i pescatori dal danno subito nel 2022 a causa dell’ulteriore periodo di fermo biologico effettuato ma non dovuto. Infine, al comma quinto dell’articolo 62 è stanziata la somma di 5 milioni di euro per ristorare il mancato reddito conseguente agli eventi calamitosi accaduti nei mesi di gennaio e febbraio 2026. Dalla lettura dell’articolo 62 non vi è traccia dei 10 milioni promessi dall’assessore Sammartino. Nelle prossime ore dovrebbe l’Ars dovrebbe varare la legge e finalmente si saprà se ci saranno somme aggiuntive nella norma stralcio del governo Schifani o se saremo di fronte ad una promessa mancata con danno per le famiglie dei pescatori e per le imprese di pesca.














