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Home Sport La mia partita

La mia partita di Ivan Trigona. Palermo Sampdoria 1 – 0

Ivan Trigona by Ivan Trigona
Dicembre 14, 2025
in La mia partita, Sport
0
La mia Partita, di Ivan Trigona. Sudtirol Palermo 0-2
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Il Palermo fa tris.
La terza vittoria consecutiva arriva al termine di una partita molto difficile nonostante una Sampdoria penultima in classifica che fuori casa non ha ancora vinto la prima partita stagionale e nonostante il leggero cambio di rotta portato dalla coppia Foti-Gregucci a partire dalla nona giornata.
Il Palermo ha portato in cascina altro fieno fondamentale per alimentare i propri cavalli, ossia i sogni di un campionato di vertice che solo 3 settimane fa parevano definitivamente svaniti.
Poi, complici 3 vittorie ed un pareggio, ma anche l’improvviso rallentamento del Monza, i rosa di Inzaghi si sono reinseriti lassù, in alto, laddove è ormai giusto che stiano dopo anni ed anni di limbo.
Quella di ieri sera è stata una vittoria essenziale, cinica, sporca e brutta come solo in serie B può accadere ma ce la teniamo con grande piacere e l’accogliamo come un altro toccasana per raggiungere l’obiettivo finale.
Il primo tempo rosanero è stato esemplare, almeno fino al bellissimo gol di Le Douaron che giungeva al 29° dopo una splendida azione concertata da Ranocchia, Pohjanpalo e Palumbo.
Da quel momento la Samp veniva fuori pur con tutti i propri limiti strutturali ed iniziava a tessere una tela fatta di giro-palla e di azioni tuttavia abbastanza sterili fatta eccezione per un’occasionissima di testa da parte di Coda (miglior marcatore della storia della serie B italiana con 142 reti segnate fin qui) che sfiorava il palo alla sinistra di un sorpreso Joronen.
Pippo, pur senza voce, pareva un tarantolato a bordo campo e più volte richiamava all’attenzione i propri uomini fino all’intervallo che vedeva i padroni di casa in vantaggio per 1-0.
La ripresa vedeva subito fuori Pierozzi (probabile il problema fisico per lui altrimenti non ne capiremmo l’esclusione) per il solito Diakitè (dove per “solito” intendiamo il solito arruffone, il solito pericolo per la sua squadra, il solito inconcludente) ed il Palermo non iniziava per nulla come ci saremmo aspettati.
La Doria si rendeva molto pericolosa con l’unico tiro nello specchio del Palermo ad opera di Benedetti ma Joronen deviava in tuffo alla sua sinistra.
Il Palermo provava a reagire affacciandosi nell’area avversaria prima con Le Douaron e poi con Ceccaroni, il cui tiro veniva ribattuto miracolosamente da Ghidotti.
Tenuta in vita da un Palermo meno intraprendente e più timoroso, con Palumbo in difficoltà fisiche, i blucerchiati continuavano a manovrare da fascia a fascia con il moderno tiki-taka che, però, alla fin fine non produceva nessun pericolo per la porta difesa da Joronen.
Gomes prendeva il posto dell’ex modenese e produceva molto ma molto poco e allora Inzaghi cambiava anche Ranocchia (al suo posto Blin) e Berezinscky (al cui posto entrava Peda).
La partita non cambiava ed il Palermo ogni tanto provava a rompere l’assedio della manovra ligure con qualche spunto non particolarmente degno di nota.
L’ultimo cambio Inzaghiano vedeva l’ingresso in campo di Giovane al posto di uno sfiancato Segre.
I rosanero mordevano il freno alla bell’e meglio e riuscivano a portare a casa questa vittoria risicata pur con 7 minuti di recupero sul groppone.
La sensazione che rimane dopo questa gara è quella di una compagine che va acquisendo sempre più consapevolezza e autostima, valori fondamentali per una squadra di serie B che voglia proporsi per vincere il campionato.
La famosa “anima” invocata più volte da Inzaghi inizia a farsi apprezzare perché vi assicuro che senz’anima la partita di ieri sera non si sarebbe vinta.
I pregi del Palermo ci parlano di una difesa praticamente impenetrabile (proprio oggi i rosanero sono tornati la miglior difesa del torneo cadetto) di un attacco sempre più affiatato (con Le Douaron che ha iniziato a segnare con regolarità) mentre i problemi rimangono a centrocampo laddove le riserve (perché tali sono) non possono minimamente paragonarsi ai titolari.
Blin, Giovane e per ora lo stesso Gomes non valgono Ranocchia, Segre e Palumbo e io credo che la società debba rendersi conto di questo concetto fondamentale.
A gennaio il Palermo dovrà necessariamente tornare sul mercato vendendo qualche pedina (Diakitè e Gomis potrebbero essere i maggiori indiziati) e munendosi di vere alternative di categoria in mezzo al campo.
Non si può pensare di vincere il campionato con una panchina fatta da Giovane, Veroli, Blin, Diakitè, Corona e Vasic. Parliamoci chiaro!
Infine non parliamo del caso-Brunori perché di caso si tratta: ormai è chiaro.
Matteo è sempre piu ai margini del progetto di Inzaghi e seppur Mirri abbia dichiarato che il centravanti voglia far crescere a Palermo sua figlia ciò che succederà a gennaio non è perfettamente chiaro.
Rimane una serata di festa e la consapevolezza che a volte per vincere serve essere anche pratici e non sempre si può esser “belli”.
Adesso testa al Partenio di Avellino, altro terreno in sintetico, fondo che il Palermo soffre notoriamente.
Servirà tanta cazzimma per fare poker di vittorie… è troppo importante espugnare il campo dei biancoverdi e questo Palermo può farlo senza dubbio se solo la sua nuova anima tornerà a impossessarsi del corpo come nelle ultime 3 gare giocate.
Ivan Trigona

Ivan Trigona

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