Il Palermo chiude l’anno con una vittoria giocando praticamente solo un tempo e ottimizzando, quindi, al massimo impegno e sforzo profusi tenuto conto che era pur privo di Bani, Pierozzi, Berezinscky e Diakite.
Nulla da dire, perché abbiamo già affermato un paio di settimane fa che in serie B le partite si devono vincere anche giocando come oggi.
Ma non è stata una bella partita.
Quattro vittorie e due pareggi nelle ultime sei partite rilanciano il Palermo nei piani altissimi della classifica, al quarto posto, da solo, a 4 punti dal secondo posto e 5 dal primo: come dire che, ad una sola partita di chiusura dal girone di andata ed un intero girone di ritorno davanti, tutto sia ancora ampiamente possibile.
È stata una giornata tutto sommato propizia con la sconfitta del Modena ad opera del Monza, quella del Cesena contro il Catanzaro ed il pareggio del Frosinone ad Empoli.
I rosa detengono il primato della miglior difesa della cadetteria e, ad oggi, il terzo migliore attacco della categoria, con in organico il capocannoniere, Pohjanpalo.
Che dire? Cosa si può obiettare ad una squadra che pare ormai delineata e finalmente quadrata come pareva impossibile potesse mai essere solo 7 gare fa?
Inzaghi parlò di una squadra senz’anima che prima di ogni altro elemento doveva riuscire a crearsene una e da quel momento, un po’ come accadde con Silvio Baldini dopo la partita di Potenza in Legapro, i giocatori hanno acceso il turbo ed hanno iniziato a scalare la classifica.
Al netto di un match tutto sommato non bello che ha visto il Palermo soffrire parecchio contro un buon Padova (3 tiri in porta dei rosa contro 6 dei veneti ed un possesso palla nettamente a favore degli ospiti) la partita di oggi la ricorderemo tutti come quella dell’addio al nostro capitano, Matteo Brunori: 175 presenze in maglia rosa in 4 stagioni e mezza con 76 gol e 18 assist, una promozione dalla Legapro alla B e tanti sogni vissuti insieme.
Un addio che poteva essere diverso, che avrebbe meritato un epilogo diverso, magari anche 5 minuti in campo per poter essere salutato dal pubblico del Barbera con l’ovazione che avrebbe meritato.
È il mio personalissimo punto di vista ma quando non hai nelle tue corde questo tipo di iniziative, per me, umanamente sei poca, pochissima cosa, ma tant’è: in un calcio sempre più staccato dai sentimenti a pensarla come me forse si rischia di diventare anacronistici, obsoleti… ed io forse un po’ mi vanto di esserlo.
Brunori i suoi applausi li ha presi ugualmente, il suo giro di campo in lacrime l’ha fatto lo stesso… restava da fare solo una cosa: mostrargli rispetto per quanto fatto a Palermo ma ne’ Inzaghi ne’ la società sono stati capaci di farlo.
Che vuoi farci, Mattè, il calcio è calcio e la vita è vita: una volta le due cose camminavano di pari passo intrecciandosi spessissimo: oggi no… abbi pazienza…
E voltiamo pagina.
Tra 5 giorni inizierà il mercato di Gennaio, quello che un tempo veniva chiamato “di riparazione” e, alla luce di quanto visto fino ad oggi, il Palermo avrà il compito di blindare questo quarto posto raggiunto puntellando l’organico ove necessario.
Osti al termine della gara ha dichiarato che verrà fatto molto poco, io penso che qualcosa serva per non vanificare quanto di buono fatto nel girone di andata.
La squadra soffre quando manca Bani dietro, non ha un vice Augello, il valore delle riserve non è rapportabile a quello dei titolari e anche numericamente l’organico non è ottimale.
Ammesso che non si voglia prendere un regista puro serve qualcosa in mediana perché i soli Gomes, Blin e Giovane non possono essere sufficienti.
Con la cessione di Brunori e la dichiarazione d’amore del presidente del Pescara a Corona che può aprire le porte ad una cessione in prestito dello stesso, mancano soluzioni in avanti laddove i soli Le Douaron e Pohjanpalo non possono bastare mai e poi mai tantopiù che il francese continua a segnare col contagocce a dispetto di un finlandese che, grazie a Dio, è una macchina da gol pressoché perfetta.
Difficile che il Palermo avrà Tramoni e Moreo dal Pisa se pensiamo che i toscani vivono notevoli difficoltà in campionato e che i 2 sono, ad oggi, tra le poche certezze nerazzurre (proprio mentre scrivo Moreo ha colpito la traversa e Tramoni il palo contro la Juventus).
Altri nomi che girano: Johnsen della Cremonese, Pierini del Sassuolo, Barba del Persib (squadra Indonesiana) e Magnani di ritorno dalla Reggiana (qualora il giocatore ritenga di avere sotto controllo le problematiche familiari che lo portarono lontano da Palermo lo scorso mese di Agosto).
Adesso il campionato si ferma per 2 settimane; il Palermo tornerà in campo l’11 di Gennaio in quel di Mantova contro una squadra che quest’anno fatica parecchio e che ha appena cambiato DS ed Allenatore.
Servirà confermarsi ancora una volta… sempre.
Ogni partita sarà fondamentale per coronare un sogno che pareva svanito ma che oggi torniamo a sentire più vicino.
Serve crederci tutti insieme ma prima di tutti servirà che ci creda la società perché da essa dovranno partire iniziative e correttivi per far capire a squadra e ambiente che in serie A si vuole andare davvero.
Buona fine e buon inizio a tutti voi, amici che avete la pazienza di aspettare e poi leggere i miei punti di vista; l’auspicio è che il 2026 possa vederci festeggiare insieme il ritorno in A del Palermo dopo 9 anni… speriamolo, sognamolo, costruiamolo insieme, questo traguardo comune.
E poi… chissà…















