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Gibellina Capitale: le dichiarazioni

Redazione by Redazione
Gennaio 16, 2026
in Attualità, Cultura
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Gibellina Capitale: le dichiarazioni
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Per tutta la Valle del Belìce oggi è una data destinata a restare nella memoria collettiva. L’avvio del cammino di Gibellina prima Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026 rappresenta, infatti, un esempio virtuoso di come un territorio possa trasformare le ferite in bellezza, esaltando al contempo la visione dell’indimenticato sindaco Ludovico Corrao e di grandi artisti e architetti quali Burri, Consagra, Accardi e Paladino.
Qui, dove 58 anni fa un violento terremoto lasciò cicatrici profonde, celebriamo oggi la straordinaria esperienza di rinascita civile e culturale di una comunità che, anche mediante le opere diffuse, non ha mai rinunciato al proprio futuro.
Soprattutto per queste ragioni l’Assemblea Regionale Siciliana ha sostenuto da subito e con grande convinzione, la candidatura di Gibellina, continuerà inoltre, a stare accanto all’intera comunità del Belìce durante quest’anno in cui le porte di un intero territorio saranno aperte a residenze creative, start-up culturali, turismo di qualità e formazione per i giovani.
Un traguardo importante, reso possibile grazie al sostegno del Ministero della Cultura, del ministro Alessandro Giuli e, più in generale, al buon governo di Giorgia Meloni che tanto sta facendo per la Sicilia. Ma anche della Regione Siciliana e del presidente Renato Schifani, dei deputati dell’Ars, del sindaco Salvo Sutera e della sua squadra.
Ai ragazzi del Belìce rivolgiamo un messaggio chiaro: guardiamo al domani senza dimenticare il passato perché, non può esserci un futuro senza memoria.
Così il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, intervenuto oggi a Gibellina per l’inaugurazione della Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea.

_____________

Oggi è il giorno dell’inaugurazione ufficiale di un evento che trova il suo legittimo e meritato posto nella storia. Ma oggi è soprattutto l’affermazione, oserei dire, senza retorica, l’apoteosi di un’idea. E’ la rappresentazione di un solco tracciato prima di tutto con l’anima. Prende forma e dichiara sostanza una traccia forte, spero indelebile, di umanesimo, di una visione quasi rivoluzionaria, in tempi bui, come quelli che stiamo attraversando. Una visione che dice che l’arte è terra, è territorio, che non c’è astrazione ed anche se c’è, è comunque legata ad una prospettiva.

La cultura, i percorsi culturali che si svilupperanno in questo anno dicono, gridano al mondo, che la bellezza non è una bella parola da usare in pomposi convegni, non è un vezzo elitario, dunque per pochi. Tutt’altro. Gibellina 2026 la consacra invece come elemento di crescita, come valore in un sistema di valori che non possono che legarsi a sentimenti di pace, di rispetto, di democrazia. A sentimenti di popolo.

Qui ed ora c’è una comunità, senza confini, che si riconosce in un progetto di vita, che si oppone ai progetti di morte che ci opprimono e che ci condizionano quotidianamente.

Gibellina, noi tutti, ci stiamo assumendo una grande responsabilità. Da questo territorio spesso mortificato, additato, per errore, come esempio di fallimenti, d’indifferenza, nasce una smentita netta. I problemi ci sono e ci sono stati. La narrazione è ben conosciuta. Ma c’è anche stato un filo rosso che non si è mai spezzato e che siamo chiamati a celebrare, a difendere e rilanciare. Quel filo l’ha intrecciato e custodito Ludovico Corrao. La forza di Gibellina 2026 sta in questo filo robusto, ancora vivo e vitale.

Un filo che è Memoria. Perché ha superato le macerie di un terremoto che non ha soltanto devastato case e abitazioni, che non ha soltanto cancellato vite e famiglie, ma ha soprattutto colpito l’anima, quel che c’è di più profondo dell’identità umana.

Memoria ed anche Storia. Gibellina 2026 è stata costruita nel tempo. La via tracciata ha fatto il suo corso. L’idea è caduta e si è rialzata. Le Opere si sono sedimentate nel tessuto connettivo di questo territorio e non solo. Hanno un valore simbolico che va difeso, che va conservato, con interventi concreti che attengono ad un progetto di governo della Valle del Belice. Ma è la loro spiritualità a dover essere preservata ed indicata come espressione vera e reale di cambiamento.

Dunque Memoria, Storia, e quindi presente, qui ed ora.

Abbiamo una grande opportunità. Grande ma impegnativa perché richiede perseveranza, capacità di resilienza e di impermeabilità ad un modo di essere e di fare, che ci coinvolge, quello del tutto e subito. Quello dell’evento fine a se stesso. Pronti a mollare senza lasciare nessuna traccia. Pronti a lanciarci in una nuova occasione che sarà ancora una volta soltanto una opportunità inespressa. Per andare oltre sarà invece necessario considerare Gibellina 2026 uno strumento e non un punto d’arrivo.

Arte, bellezza, immaginazione artistica, liberano il pensiero, alimentano il sapere, superano steccati, vanno oltre le consuetudini ma hanno anche regole ferree. L’arte è competenza, è studio, è sacrificio. La bellezza si nutre di parametri estetici, a volte quasi matematici, l’immaginazione artistica è fatta d’improvvisazione ma l’improvvisazione non è superficialità. Ha un canovaccio di regole concettuali che consentono di liberare l’estro, il genio umano.

Aggiungo che arte, bellezza ed immaginazione sono semplici perché dirette, anche nella loro complessità. Sono trasparenti. Sono, dunque, e possono essere, alleate di una politica che vuole fare e non ostacolare, che vuole scrivere la storia ma senza paroloni. Gibellina 2026 c’impone di guardarci allo specchio, come cittadini, come amministratori, come società e comunità.

Ci chiama a cambiare. I processi culturali andranno comunque avanti. Sta a noi decidere se parteciparvi o meno

Il Libero Consorzio Comunale di Trapani ha messo a disposizione tutte le sue risorse possibili e non mi riferisco soltanto agli aspetti economici. La collaborazione è stata ed andrà oltre l’etichetta istituzionale.

Concludo con un auspicio, che spero possa diventare realtà. Quello di poter considerare l’evento Gibellina 2026 un non evento. Ma il primo capitolo di una nuova storia. Il programma di Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea ne sia l’atto fondativo, la riprova che il filo rosso continua la sua strada. La nostra strada.

Salvatore Quinci

Presidente del Libero Consorzio

Comunale di Trapani

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«Simbolo autentico di rinascita, forza e resilienza, Gibellina rappresenta un unicum nel panorama culturale nazionale e internazionale. Un luogo che, sin dalla sua ricostruzione, ha saputo trasformare la ferita della distruzione in un potente laboratorio di sperimentazione artistica, diventando una vera e propria chiamata a raccolta per artisti poliedrici provenienti da tutto il mondo. Oggi incarna pienamente quella vocazione multiculturale e contemporanea che le è valso il riconoscimento di Capitale dell’arte contemporanea, un modello virtuoso capace di essere esportato e raccontato oltre i confini regionali».
Lo ha detto questa mattina l’assessore regionale ai Beni culturali e identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, intervenendo alla cerimonia inaugurale di Gibellina Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026.
«In questo percorso – ha aggiunto Scarpinato – il governo Schifani, con una dotazione di 3 milioni di euro, ha saputo e voluto cogliere prontamente questa opportunità, investendo con convinzione in un progetto strategico per la valorizzazione del patrimonio culturale siciliano. Si apre così una stagione nuova e decisiva, di straordinario valore culturale e di grande attrattività turistica, ma soprattutto un’occasione concreta di sviluppo, crescita e promozione per l’intero territorio, nel segno della bellezza, della memoria e dell’innovazione».
___________________

“Gibellina è molto più di un luogo: è un’idea di rinascita. Capitale dell’Arte Contemporanea 2026 significa riconoscere il coraggio di una città che ha trasformato la ferita del terremoto in un linguaggio universale fatto di arte, memoria e futuro. Qui l’arte non è ornamento, ma identità viva, capace di unire storia, sperimentazione e comunità. Gibellina continua a dimostrare che la cultura può essere un atto di resistenza e di speranza, un ponte tra ciò che è stato e ciò che può ancora nascere”.

Questo il commento di Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale di ANCI Sicilia

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Gibellina è un simbolo di resilienza e rinascita, la prova concreta che dalle tragedie possono scaturire nuove energie vitali per le comunità e i territori. Il riconoscimento di Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026 non è solo un prestigioso titolo, ma sarà uno strumento e un volano per iniziative diffuse, portatrici di attenzione, turismo e nuova economia per l’intera Sicilia. Tutto questo è stato possibile anche grazie all’impegno del Governo e del Presidente della Regione, in stretta sinergia col Governo nazionale, con un investimento sulla cultura, per trasformare il dolore e la distruzione in bellezza e l’innovazione, in occasione di sviluppo concreto e duraturo.”
Lo dichiara Stefano Pellegrino, capogruppo di Forza Italia all’ARS
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Redazione

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