Stipendi non ancora pagati, nonostante la disponibilità delle risorse economiche nelle casse dell’Ente. È questa la situazione denunciata dalle organizzazioni sindacali FAI CISL Palermo-Trapani, FLAI CGIL Palermo e Trapani e FILBI Palermo e Trapani, che accendono i riflettori sulle difficoltà dei lavoratori dei Consorzi di Bonifica 2 Palermo e 1 Trapani.
Al centro della vicenda, secondo quanto riferito dai sindacati in un comunicato diffuso il 29 ottobre, ci sarebbe un blocco di natura burocratica e amministrativa. I fondi necessari per liquidare le retribuzioni sarebbero infatti già disponibili, ma i mandati di pagamento non potrebbero essere firmati a causa dell’assenza del direttore generale, attualmente in ferie. Una circostanza che, sempre secondo le organizzazioni sindacali, starebbe impedendo anche la firma di altri atti urgenti e indifferibili per il funzionamento dell’Ente.
Una situazione che le sigle definiscono inaccettabile, soprattutto alla luce delle difficoltà economiche che stanno attraversando i lavoratori e le loro famiglie. Complessivamente sarebbero oltre 240 i nuclei familiari coinvolti, costretti ad attendere il pagamento degli stipendi in un periodo già segnato dall’aumento del costo della vita.
I sindacati prendono atto dello sblocco dei mandati di pagamento destinati ai lavoratori stagionali, ottenuto anche grazie alle pressioni esercitate nelle ultime settimane, ma contestano la mancata adozione di un analogo provvedimento per tutti gli altri dipendenti.
«Diventa oltremodo insensato che non si sia provveduto, parimenti, anche agli emolumenti di tutti i dipendenti», sottolineano le organizzazioni sindacali, ricordando gli sforzi compiuti per recuperare le risorse economiche necessarie.
Nel documento viene inoltre evidenziato il ruolo svolto quotidianamente dal personale dei Consorzi, impegnato nel completamento dei progetti e nelle attività di manutenzione delle infrastrutture e delle reti idriche, fondamentali per garantire le risposte alle esigenze del comparto agricolo e dei produttori del territorio.
Per le organizzazioni sindacali, la situazione avrebbe dovuto essere prevenuta attraverso un’adeguata gestione da parte della direzione e della governance consortile, evitando che l’assenza di una figura dirigenziale potesse tradursi in un blocco dei pagamenti e degli atti necessari all’attività amministrativa.
La vertenza potrebbe ora entrare in una nuova fase. FAI CISL, FLAI CGIL e FILBI chiedono ai vertici consortili un riscontro in tempi brevi e avvertono che, in mancanza di risposte concrete, saranno attivate tutte le iniziative di mobilitazione e di lotta ritenute necessarie.
La protesta, dunque, resta aperta, mentre i lavoratori attendono che alle risorse già disponibili seguano finalmente i pagamenti delle retribuzioni.














